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Salerno, caso Fonderie Pisano: l’appello di Legambiente

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Salerno, caso Fonderie Pisano: l’appello di Legambiente

Salerno, caso Fonderie Pisano: Legambiente condivide l’appello che ha lanciato il “Comitato Salute e vita” riguardo al perpetrarsi di abusi che continuano ad avvelenare parti della città

I circoli di Legambiente Salerno “Orizzonti” e Legambiente Valle dell’Irno, anche in clima di emergenza sanitaria dovuta al Covid19, mantengono costante il loro impegno nella salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini del territorio salernitano.

Nella giornata di ieri, 16 marzo 2020, con grande preoccupazione, abbiamo raccolto numerose segnalazioni circa il verificarsi di gravi episodi di esalazioni maleodoranti, generate dalle attività della Fonderia Pisano. A tal proposito, si condivide l’appello che ha lanciato il “Comitato Salute e Vita” riguardo al perpetrarsi di abusi che, purtroppo, continuano ad avvelenare in particolare la zona nord di Salerno e la Valle dell’Irno .

In questi giorni, in tutta Italia, si assiste ad un sostanziale rallentamento delle attività produttive, in alcuni casi con la chiusura di interi comparti per impedire il contagio e la sua rapida diffusione. Restano operativi solo i settori ritenuti essenziali per cui, ci si chiede, quali siano le effettive esigenze che consentono alla Fonderia Pisano di mantenere aperti i propri forni e continuare ad immettere fumi nocivi nell’atmosfera.

Il particolare momento consente di fare serie riflessioni sul valore della vita e sulle priorità a cui tutti devono rivolgere attenzione: il pianeta sta soffocando, dai satelliti ai rilevamenti ambientali si ricevono informazioni chiare, le attività umane avvolgono anche la quotidianità dei cittadini in una miscela di sostanze tossiche che ormai contaminano acque dolci e salate, aria, ambiente urbano e naturale.

Non doveva essere una pandemia a fermare tante attività industriali e produttive che provocano inquinamento, ma certamente è un dato di fatto che oggi la natura ne stia traendo vantaggi, anzi, paradossalmente con le nuove misure e le restrizioni, l’atmosfera è ritornata più pulita e si ritorna a respirare in molte città costantemente avvolte dallo smog.

Dopo appena qualche settimana di pausa i porti sono stati rivisitati da pesci e da mammiferi marini, gli uccelli sono tornati a ripopolare le periferie delle grandi città, la laguna di Venezia appare irriconoscibile per la chiarezza delle sue acque ed anche il nostro territorio sta vivendo una trasformazione imprevista ed incredibile con cieli limpidi, acque dei fiumi chiare ed odori della vegetazione ritornati ad essere vivi e gradevoli. Più che mai, in tale contesto, l’attività delle Fonderie Pisano si propone in tutta la sua gravità e gravosità, consapevoli che un ambiente pulito rappresenta una priorità alla stregua delle ingenti misure emergenziali e sanitarie.

La questione delle Fonderie Pisano, da tempo portata all’attenzione di chi governa sul territorio, poteva risolversi con la delocalizzazione e la costruzione di un nuovo impianto, moderno, efficiente e più sicuro, in grado di rispettare la salute dei lavoratori e l’ambiente circostante.

Legambiente non può tollerare ulteriormente fenomeni di inquinamento ambientale e, dunque, intende sostenere il “Comitato Salute e Vita” per qualsiasi azione che sia finalizzata a risolvere quella che si presenta, sempre di più, come una delle peggiori criticità del territorio salernitano.