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Cappella Madonna di Costantinopoli a Coperchia, ieri la possibilità di visitare il cantiere di restauro

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Updated on 11 August 2020 12:34
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Ieri, domenica 23 marzo, vi è stata l’apertura straordinaria del cantiere di restauro della cappella Madonna di Costantinopoli a Coperchia: gli affreschi della cappella, ad opera di Michele Ricciardi, sono stati affidati alle cure della Cartusia – Restauro e Conservazione

Il parroco don Giuseppe Giordano ha organizzato, in collaborazione con la Soprintendenza ai BSAE di Salerno e Avellino e la Cartusia – Restauro e Conservazione, l’apertura del cantiere di restauro degli affreschi della volta della cappella Madonna di Costantinopoli, all’interno della chiesa Santa Maria alli Mazzi di Coperchia.

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L’importante opera di restauro del ciclo di affreschi, creati da Michele Ricciardi nel 1704, della cappella Madonna di Costantinopoli è stata affidata alla cura della Cartusia – Restauro e Conservazione, con sede a Salerno, in via Eugenio Caterina 44.

L’evento si è tenuto ieri, domenica 23 marzo, dalle ore 9:30 alle ore 12:30 e dalle 15:00 alle 17:00 e ha visto una grandissima affluenza di pubblico, specie durante la mattinata, accorsa in massa per osservare questo capolavoro pittorico.

Cappella Madonna di Costantinopoli

Nel  corso della giornata vi è stata l’opportunità non solo di seguire un’attenta e precisa spiegazione del ciclo di affreschi, con tanto di video-proiezioni, da parte del professor Vincenzo Aversano, ma anche di visionare da vicino i dipinti: infatti è stato possibile accedere ai ponteggi del cantiere di restauro.

La serie di affreschi di Michele Ricciardi, come spiegato dal prof. Aversano, è fortemente allegorica: al centro della volta i tre riquadri più importanti rappresentano, partendo dall’entrata della cappellina, l’allegoria della Chiesa cattolica, l’Assunzione e l’Incoronazione della Vergine e, infine, l’affidamento di Coperchia a Cristo risorto da parte della Vergine con le Sante Caterina d’Alessandria e Lucia. Le unghie e i pennacchi laterali raffigurano, sempre in senso allegorico, le Beatitudini, le Virtù cardinali e altre Virtù minori. Insomma, una guida e un monito ai fedeli sul comportamento del buon cristiano. Un’assoluta novità artistica è l’accostamento di allegorie diverse, ma complementari, all’interno di singoli riquadri dipinti; licenza che il Ricciardi si concesse data la committenza laica dell’opera da parte della famiglia Galdi, che non lo vincola a rigorosi schemi ecclesiastici, e viene omaggiata con lo stemma dipinto inserito tra gli stucchi che decorano la volta.

Dopo la visita agli affreschi, Antonio D’Elia della Cartusia – Restauro e Conservazione, si è intrattenuto ai microfoni di Zerottonove, per spiegarci nel dettaglio il complesso lavoro di restauro della cappella Madonna di Costantinopoli: “Questo tipo di cappella è un unicum della zona, è un insieme pittorico e architettonico: infatti, oltre a unghie, pinnacoli e riquadri centinati, si possono osservare una serie di stucchi che rappresentano angeli e lacemi floreali. Il tutto è stato realizzato con la tecnica dell’affresco, quindi, dipinto direttamente sul muro, anche se si tratta di una tecnica leggermente modificata rispetto a quella del XVI secolo: l’intonaco, difatti, è leggermente secco, da qui il nome tecnico di “mezzosecco“. Quando siamo giunti in questa cappella Madonna di Costantinopoli – ha proseguito D’Elia – l’abbiamo trovata davvero molto rovinata, soprattutto a causa del terremoto del 1980; in alcune zone le infiltrazioni d’acqua avevano portato alla costituzione di nitriti e nitrati. Quindi, abbiamo dovuto procedere a un lavoro di disinfestazione, pulitura ed estrazione di questi sali tramite impacchi; abbiamo dovuto ricucire, nel vero senso della parola, delle lesioni gravi, con delle barrette di vetroresina. Anche gli elementi in stucco erano in cattivo stato, abbiamo proceduto alla pulizia e ricostruzione, pure con un’opera di consolidamento, cioè, una serie d’iniezioni per riempire delle sacche di vuoto che si erano create. Credo che i lavori di restauro – ha concluso D’Elia – saranno finiti entro un paio di mesi“.

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