Calvanico Libera: da lista civica ad Associazione politico-culturale

L’Associazione politico-culturale Calvanico Libera che tra l’altro ha pure partecipato, come lista civica, alle scorse elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013 riuscendo a portare due suoi esponenti in consiglio comunale, Michele Galderisi e Dario Amoroso, ora è divenuta ufficialmente un’Associazione.

L’iter burocratico si è concluso positivamente qualche settimana fa tramite la consegna dello statuto e dell’atto costitutivo dell’Associazione stessa all’Agenzia delle Entrate.

Durante la prima assemblea generale dell’Associazione Calvanico Libera si è tenuta, inoltre, l’elezione dei membri del consiglio direttivo (9 unità) e del collegio dei garanti (5 unità).

Il Consiglio Direttivo di Calvanico Libera è risultato così composto: Benedicte Baurens (presidente), Gerardo Mele (vicepresidente), Damiano Landi (tesoriere), Michelangelo Saggese (segretario), Alfonso Conforti, Annibale Ferrucci, Rossella Ferrucci, Marcello Maiellaro, Emanuele Pacifico.

Il Collegio dei Garanti è invece formato da Livia Gismondi, Salvatore Mele, Michele Rega, Carlo Sabbarese, Vincenzo Santoro.

L’Associazione conta già un buon numero d’iscritti e presenta, nel proprio consiglio direttivo ma anche tra i propri soci, un buon numero di giovani calvanicesi che, in tal modo, si schierano attivamente e in prima linea nella battaglia politica.

Calvanico Libera potrà, in tal modo, operare maggiormente sul territorio calvanicese, promuovere le proprie idee e iniziative e allargare la propria base di consenso cercando, come si è sempre proposta, di farsi portavoce di una politica a contatto con i cittadini, cercando di avvicinare i giovani ai fatti dell’amministrazione specie in questo periodo in cui vi è una forte disaffezione alla politica e soprattutto impegnandosi attivamente per rendere Calvanico una cittadina concretamente migliore, tentando di andare al di là di quelli che sono sempre stati i vecchi schemi della politica per restituire a questo paese della Valle dell’Irno lo splendore di cui poteva fregiarsi anni or sono.