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‘Burrasca Covid’: il turismo cala del 90%

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Updated on 13 August 2020 7:37
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Arrivano i primi dati preoccupanti sul turismo italiano. Imprenditori e albergatori costretti a chiudere

Le conseguenze tanto temute della fase post-Covid iniziano a farsi sentire anche sul settore del turismo. Il primi dati registrati sul turismo italiano sarebbero, infatti, poco soddisfacenti. Di fronte ai dati ottenuti su un campione di duemila alberghi italiani, Bernabò Bocca, presidente nazionale di Federalberghi, commenta così:”La burrasca del Covid-19 è ancora in corso e continua a flagellare il sistema dell’ospitalità italiana”. Con un calo dell’80% di affluenza turistica, registrata a giugno 2020, le prospettive per il futuro sembrerebbero preoccupanti.

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Alberghi e piccoli imprenditori vedono così l’ipotesi di un futuro a rischio. Molti gli albergatori costretti a chiudere, a causa di una mancata richiesta e di spese troppo alte da sostenere. In Campania, in particolare modo, i dati registrano una riduzione del 90% di affluenza turistica. La necessità, pertanto, per il governo “di prendere coscienza della situazione drammatica che il turismo nazionale, in particolare quello campano, sta vivendo”. Così commenta Costanzo Iaccarino, vicepresidente nazionale e presidente regionale di Federalberghi. Un supporto concreto ai lavoratori, affinché possano sostenere le spese almeno fino alla prossima primavera, altrimenti, aggiunge Iaccarinola situazione rischia di complicarsi ulteriormente sotto il profilo sociale”.

Poco efficace la campagna marketing volta a promuovere il turismo domestico, in vista del blocco del turismo estero. Secondo Iaccarino, infatti, l’assenza del turismo inglese, tedesco e americano “non può essere compensata dall’arrivo di turisti provenienti da altri paesi. Ed è impensabile che le imprese turistiche della nostra regione possano reggersi soltanto grazie al turismo domestico”.

Bilancio 2020 in perdita

Quasi sicuramente “tutte le imprese turistiche sono consapevoli del fatto che chiuderanno il bilancio del 2020 in perdita: non solo alberghi, ma anche le agenzie di viaggio, ristoranti, aziende di trasporto e le altre inserite nella filiera”. Purtroppo, il prospetto ipotizzato da Costanzo Iaccarino sembrerebbe più che probabile. Non solo una minore affluenza, ma anche una riduzione della durata media del soggiorno, non superando le due notti di pernottamento.

Un vero e proprio grido d’aiuto per gli imprenditori che, secondo Iaccarino, non avrebbero bisogno di ‘buoni vacanza‘, quanto di ‘liquidità‘. Iaccarino conclude pretendendo chesi trovi una soluzione vera e concreta per salvare il turismo: non abbiamo bisogno dei soliti pannicelli caldi ai quali la politica ci ha abituato”.

 

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