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Battipaglia, approvata la delibera delle osservazioni alla variante interporto

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Updated on 22 September 2020 11:46
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Battipaglia, approvata dalla giunta comunale la delibera delle osservazioni del Comune sulla variante ex interporto proposta dal Consorzio ASI

Battipaglia, è stata approvata dalla giunta comunale su proposta dell’assessore allo sviluppo urbano, Davide Bruno, la delibera delle osservazioni del Comune di Battipaglia sulla variante ex interporto proposta dal Consorzio ASI.
Non si può non stigmatizzare che al di fuori dei continui richiami da parte del Consorzio in ordine ad una generica, almeno nelle modalità, attività di co-pianificazione, la variante di cui qui trattasi è stata adottata in data 25 giugno 2020 in perfetta e totale solitudine, senza mai consultare e/o sentire il Comune di Battipaglia. Dichiara l’assessore Davide Bruno:
“Si è ritenuto di dover esercitare il diritto/dovere, quale Ente titolare di potestà pianificatoria, di contribuire allo sviluppo del proprio territorio e che il ruolo del Comune non può di certo essere confinato nell’ambito della mera attuazione di scelte precostituite in sede sovraordinata. Con spirito di leale collaborazione e nell’esclusivo interesse dello sviluppo armonico del territorio si osserva quanto segue”.
Il ruolo di Battipaglia nel sistema interportuale regionale La variante da questo punto di vista si limita a ri-tipizzare l’area, per l’infruttuoso decorso del termine di legge per la realizzazione dell’originario interporto (che giova ricordare era un’opera pubblica non una destinazione d’uso), senza rilanciare rispetto alla necessità di individuare comunque nell’agglomerato un “centro di interscambio modale ferro gomma per il trasporto merci”, riproponendo al contrario una area frastagliata ed avulsa rispetto al sistema della mobilità su gomma a scala regionale e/o comunque senza alcun riferimento ad infrastrutture di progetto che potessero risolvere questa particolare criticità (es. uscita autostradale Battipaglia sud).
La sostenibilità ambientale Non si fa alcun riferimento alla Deliberazione del Consiglio Provinciale N.20 del 25 Maggio 2020 che blocca gli insediamenti di nuovi impianti di trattamento rifiuti e/o ampliamento di quelli esistenti, a valle di un percorso amministrativo accorato e partecipato innescato con la Deliberazione del Consiglio Comunale di Battipaglia N.33 del 24/04/2019. Sorprende, infine, su questo terreno, con le problematiche ambientali che caratterizzano l’intero agglomerato, la decisione di non assoggettare la variante adottata al procedimento di Valutazione Ambientale Strategica.

La carenza di urbanizzazioni primarie

La variante adottata dal Consorzio finisce con il replicare la generica ed astratta disciplina di trasformazione del territorio che ha contribuito, insieme certamente ad altri fattori, a realizzare questo stato di cose, lasciando irrisolto il fabbisogno pregresso delle più elementari infrastrutture a partire da una adeguata rete fognaria (non sono rari i casi di imprenditori che pure a valle di un nulla osta all’insediamento non riescono a svolgere alcuna attività per la mancanza di un adeguato sistema fognario), di un sistema di collettamento ed allontanamento delle acque bianche e di prima pioggia (ad oggi frequentissimi i casi di allagamento di tanti insediamenti nel periodo autunnale/invernale), di una viabilità sia primaria che secondaria scadente, di pubblica illuminazione e connettività a banda larga.
La zona “IP” La zona “IP” introdotta dalla variante riprende la denominazione precedente legata all’infrastruttura prevista ormai 20 anni fa e mai realizzata. Ma “IP” non è una zona omogenea urbanistica. Inoltre, non c’è alcuna previsione di infrastruttura e sarebbe stato più pertinente un rimando alla zona omogenea “F” contemplata dal DM 1444/1968, ancor di più alla luce della variante di riequilibrio dell’agglomerato di Battipaglia che si rese necessaria a valle del citato accordo di programma, come approvata con Decreto del Presidente della Provincia di Salerno N.359 del 06/05/2005. Si ribadisce, infine, che la distribuzione spaziale disordinata di queste zone “IP” finisce con il rappresentare un limite sia rispetto ad ipotesi di sviluppo futuro delle attività produttive che rispetto ad ipotesi di ri-programmazione economica nell’ambito dell’agglomerato di opere pubbliche strategiche.
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