In seguito alla notizia dell’azzeramento della giunta voluta dal sindaco di Baronissi Gianfranco Valiante, questa mattina l’ex assessore Serafino De Salvo ha indetto una conferenza stampa in merito

Ieri sera ho avuto ufficialmente la notizia della revoca del mio assessorato e ho atteso questo momento per conoscere il contenuto della lettera di revoca e capire l’evoluzione politica di Baronissi.” Così apre la conferenza stampa Serafino De Salvo, ormai ex assessore del Comune di Baronissi, indetta in seguito all’azzeramento della giunta Valiante.

Sulla revoca dell’assessorato

Le dimissioni dell’ex assessore Rosa Infante è l’ennesimo fatto che testimonia che, da parte del sindaco e della maggioranza che lo sostiene, non c’è stata nessuna presa d’atto del fallimento politico che ormai è sotto gli occhi di tutti e che ha radici antiche. La mia revoca viene giustificata per divergenze progettuali e, devo dire la verità, sono rimasto molto deluso perché, rispetto ai comunicati stampa, pensavo ci fosse qualcosa di più articolato e complesso nelle motivazioni rappresentate nell’atto ufficiale. Così non è stato. La mia attività amministrativa, fino a prova contraria, è sempre stata lineare e coerente con quelle che erano le linee amministrative, non ci sono mai stati screzi, ho partecipato al 90% delle giunte, ho sempre fatto mio il dovere di amministrare.” 

Sul sindaco Valiante

Io ho la serenità di chi sente un forte senso di libertà e di dignità, ho sempre espresso liberamente il mio pensiero, anteponendo l’interesse collettivo a quelli personali, accentando anche i rischi di quello che può comportare. Proprio alla luce di ciò, al sindaco avevo espresso la ragionevole perplessità rispetto a una continuità del progetto politico rappresentato da Gianfranco Valiante anche nella prossima competizione elettorale. È un’idea che io mi sono fatto nel tempo, abbiamo collaborato amministrativamente e ottenuto dei buoni risultati che io non rinnego, c’è stata un’amministrazione ordinata e attenta. Tuttavia, quello che ho rimarcato al sindaco è che manca un vero rapporto con i cittadini, manca una vera integrazione dell’amministrazione con il popolo, manca il momento d’ascolto di chi vive i problemi di questo territorio. Alla luce di questo, il sindaco a parole si è sempre dimostrato disposto a mettersi in discussione, ma nei fatti ha dimostrato una volontà di affermare in maniera esclusiva la sua riproposizione alle prossime elezioniPersonalmente il sindaco mi ha detto che aveva dei disagi a rapportarsi con me. Tuttavia questi disagi che lui ha rappresentato sono di carattere personale e non amministrativo. La revoca è frutto di motivazioni politiche.”

Sul Partito Democratico

Il partito è scomparso dallo scenario politico locale: non ci sono state iniziative, non ci sono state riunioni che andassero oltre 2-3 diciottesimi dei componenti. In questo ci sono delle corresponsabilità da parte della compagine locale e, in primis, del sindaco. Idem per quanto riguarda il partito provinciale che conferma una clamorosa disattenzione rispetto ai territori. Si tratta di una vera e propria oligarchia autoreferenziale dove poche persone credono di poter decidere per i territori, non solo salernitani. I risultati di questa scellerata politica si sono visti, da Pellezzano a Mercato San Severino, ed ora a Baronissi, blindando la candidatura di Gianfranco Valiante. Questo pur vedendo che dall’inizio della legislatura sei assessori non ci sono più che, tra dimissioni e revoche, per il sindaco erano tutti atti dovuti. Più della maggioranza consiliare non c’è più, o è contro il sindaco. Ciò non è stato visto dal Partito Democratico. L’unico atto dovuto, alla luce di questa situazione disgregata, è di trarne le conseguenze per ora e per il futuro. Un sindaco che non è riuscito a creare armonia intorno a sé, che non ha avuto sensibilità istituzionale di dimettersi, credo stia rendendo un cattivo servizio al territorio

Su Luca Galdi e la nuova classe dirigente

Io ho l’idea di una nuova classe dirigente a Baronissi fatta di giovani del posto, di trentenni e quarantenni, che fin ora sono stato subordinati a logiche di potere. È arrivato il momento di voltare pagina a Baronissi, dove l’uomo solo al comando, la prepotenza e l’arroganza devono lasciar posto ad una democrazia vera, allo stare tra la gente. È finito il tempo in cui esisteva il padre padrone nel castello, dove i sudditi devono andare al castello per chiedere concessioni. Il sindaco deve scendere tra la gente e vivere i problemi della gente. La proposta più credibile è quella di un giovane che ha anche una consolidata esperienza politica, che è radicato nel nostro territorio. Attorno a questa figura ci devono essere persone che hanno gli stessi requisti, così che questi non facciano le semplici “comparse”. La figura più idonea e compatibile è quella di Luca Galdi. Ci siamo conosciuti bene in questi quattro anni e mezzo che abbiamo condiviso in giunta, nonostante all’inizio appartenevamo a due correnti politiche diverse. È stato il confronto diretto che mi ha fatto capire che è una persona competente, leale, rispettosa e ha i requisiti giusti per poter essere l’artefice di questo progetto di rinnovamento per il nostro paese.”