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Baronissi, ieri a palazzo di città un confronto sul futuro dell’ospedale Fucito

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Baronissi, ieri a palazzo di città un confronto sul futuro dell’ospedale Fucito

Quale futuro per l’ospedale Fucito?? Questa la domanda principale del meeting voluto dall’amministrazione Comunale di Baronissi ed a cui ha preso parte anche il direttore generale dell’azienda Nicola Cantone

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Si è svolto ieri, presso l’aula consiliare del Comune di Baronissi, un incontro avente come argomento di discussione principale il destino e la situazione in cui versa l’ospedale Fucito di Mercato San Severino. Presenti, oltre agli esponenti dell’amministrazione comunale locale, anche  il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Nicola Cantone affiancato dai diversi rappresentanti sindacali che si sono avvicendati a più riprese in un lungo dibattito  in cui sono state evidenziate le carenze e le mancanze del nosocomio tali da richiedere interventi immediati per assicurare un futuro al presidio.

In apertura i saluti di rito del sindaco di Baronissi Gianfranco Valiante che ha espresso la sua “volontà costante nell’approfondire i discorsi relativi alla sanità del nostro territorio, soprattutto in relazione ai tanti progetti elaborati e poi venuti meno nel corso degli ultimi anni. A tal proposito io vorrei far rimbalzare una domanda che ogni cittadino si pone in continuazione: data la criticità in cui versa il settore sanità, secondo voi esiste, soprattutto in provincia, un sistema emergenza-urgenza degno di tale nome??? Ebbene io penso di no, perchè vedo difficoltà ovunque.”

Relativamente al singolo caso Fucito il primo cittadino ha poi proseguito il suo discorso affermando che l’azienda è ” in commissariamento da quasi dieci anni. Un tempo biblico che ci fa trovare in emergenza continua e con le mani legate, impossibilitati a far nulla. Anche per questo motivo siamo qui stasera, per capirne di più e per sapere quando potremmo avere un assetto definitivo che non faccia preoccupare più i cittadini.”

Maggiore chiarezza sulla questione è stata anche la richiesta presentata dai vari rappresentanti sindacali che, dopo una panoramica generale in cui sono state esposte le criticità e le carenze dell’ospedale Sanseverinese, si sono avvicendati a fasi alterne alimentando il dibattito.

“Il Ruggi D’Aragona è l’unica azienda ospedaliero-universitaria in Campania”– ha esordito Margaret Citadino-” e tra le poche in presenti in tutta Italia. Per chi non se ne fosse accorto, si tratta di un grande esempio ed una grande sfida che se affrontata in modo ottimale può rappresentare un vero e proprio volano per l’economia complessiva. Se invece si parte con deficit, debiti e mancanze organiche non si fa altro che alimentare il conflitto in atto.” Dello stesso avviso anche il rappresentate del comitato cittadino Pro Fucito che ha parlato di “situazione drammatica, forse difficile da raccontare ma fin troppo semplice da capire”, il quale ha anche posto al direttore generale dell’azienda la domanda secca: “non è che ci state abbandonando??”

La risposta a questa, e a tutti gli altri quesiti posti durante la serata, è arrivata proprio dal direttore generale dell’azienda Nicola Cantone che, nel suo intervento finale, ha affermato di “operare costantemente per il bene dei cittadini e non per altro. A chi ci accusa di immobilità dico che a soli 30 giorni dal nostro insediamento è stato rifatto l’atto aziendale, per una azienda che senza di esso non è mai stata nulla e che in questo modo abbiamo fatto rinascere. C’è bisogno di onestà intellettuale così come di interpretazione migliore dei numeri di cui si parla.”

A chi lo accusa di aver fermato qualsiasi decisione in merito all’azienda Cantone risponde: “Veniamo da 4 anni privi di atti aziendali ed in cui molti direttori generali erano semplici turisti, mentre ora sembra che più si lavori e più si alza l’asticella delle pretese. Attualmente c’è una organizzazione diversa, varata per privilegiare le scelte di qualità ed evitare sprechi. Io la mia azienda la vivo costantemente ogni giorno e ne conosco pregi e difetti quindi è inutile pretendere. Non siamo immobili come si crede ma lavoriamo puntando sulla qualità ed in relazione alle normative regionali.”

Avviandosi alla conclusione, nella parte finale del suo monologo  l’avvocato Cantone ha cercato di smorzare i toni chiedendo ai presenti di “lavorare in rete, insieme per lo stesso progetto e per conseguire il medesimo obiettivo. E’ inoltre di fondamentale importanza informare in modo corretto la cittadinanza, perchè si sta rappresentando un mondo della sanità totalmente nero quando in realtà non è così. Bisogna rimboccarsi le maniche insieme, perchè continuando a piangerci addosso da tipici meridionali resteremo sempre ultimi.” 

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