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Bari e Salerno, storia di un gemellaggio

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Bari e Salerno, storia di un gemellaggio

Il 1983 è l’anno di Japicca, Di Fruscia e Zaccaro che segna anche l’inizio dello storico gemellaggio tra Bari e Salernitana

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È il luglio del 1983 quando l’imprenditore irpino Arcangelo Japicca rilevò la società granata dal gruppo Troisi. Il neo presidente, si presentò alla tifoseria a Piazza Casalbore con Mister Facco e il d.s. Franco Janich. Ma l’ex stopper del Bologna lasciò Salerno dopo soli tre giorni (andò a Bari…) e fu sostituito da Mario David. Il d.s. allestì una squadra più che interessante con gli innesti del portiere Boschin, del centrocampista Belluzzi e di un giovanissimo Pecoraro. Figuravano nella rosa anche il terzino Leccese, due difensori fortissimi, ovvero Del Favero e Di Fruscia e poi Chiancone a centrocampo e soprattutto bomber Zaccaro che quell’anno mise a segno ben 14 gol. Ma a parte i numeri del baffuto centravanti, la stagione non passò alla storia tra le più memorabili dei Granata.

Gemellaggio Bari Salerno

I punti a fine stagione furono 35, buoni per un ottavo posto; e il treno promozione la Salernitana lo perse all’inizio del girone d’andata perdendo in casa col Bari. Ma è proprio in quella stagione che sbocciò una simpatica amicizia verso i supporters dei galletti pugliesi. Bari e Salernitana si sfidarono alla seconda di campionato il 25 settembre del 1983: 1 a 1 il risultato finale grazie alle reti di Chiancone e Lopez. Un ottimo pareggio in trasferta per i Granata, contro una corrazzata allestita per la vittoria del campionato. Ma quella domenica segnò l’inizio di un gemellaggio a dir poco storico, che da oltre 30 anni è una pietra miliare nel variegato panorama Ultras d’Italia.

Gemellaggio Bari SalernoCordialità e rispetto reciproco al vecchio Stadio della Vittoria furono ripetuti nella gara di ritorno a Salerno, il 5 febbraio. Sugli spalti del Vestuti, salernitani e baresi videro il match gli uni accanto agli altri, ricambiando e rinsaldando la stima e l’amicizia, nonostante la sconfitta della Salernitana per 2 a 1. Proprio quella partita spense le ultime speranze di promozione dei granata e diede slancio al Bari che a fine Campionato risultò vincitore con 45 punti.

Non tutti i mali vengono per nuocere a quanto pare. Da allora Bari e Salerno sono sinonimo di una stessa fede e di una stessa passione genuina e viscerale, che si è consolidata nel tempo e che è esplosa a fine anni ’90 e nei 2000. Un gemellaggio che è sinonimo di festa, divenuta anche allargata, perché ha coinvolto Reggio Calabria in una roccaforte del tifo del Sud Italia, segno tangibile di tifo e fratellanza che va oltre i risultati.

E domani sera, al San Nicola, sarà bello rivivere la stessa festa, che ha impresso nella memoria Ultras bellissime coreografie e che, ci auguriamo, proseguano nel tempo con lo stesso amore e la stessa spontaneità.

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