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Artisti Emergenti: La filosofia Klezmer nelle note di strada dei Depilè

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Artisti Emergenti: La filosofia Klezmer nelle note di strada dei Depilè

Abbiamo ospitato oggi tra gli artisti emergenti di Salerno i Depilè. Più che una band una filosofia, non solo musicale  ma anche di vita. Un gruppo molto pittoresco che offre un vero e proprio spettacolo oltre la loro abilità nel comporre. Il loro genere principale, da cui sposano interamente la loro filosofia, è il Klezmer, musica di origine ebraica; si lasciano contaminare da molte influenze, sopratutto balcaniche, il tutto contornato con testi degni del cantautorato italiano. Gli artisti che formano la band sono Paolo Morese alla fisarmonica, piano e voce, Ermanno Ferrara al sax soprano, Diego Manzo alla batteria, Giuseppe Mazzolini al contrabasso e Federico Lazzari alla Tromba.

 

Come nasce il nome Depilè?

Non è assolutamente quello che pensate! Il nome Depilè deriva dallo storpiamento del nome del cantante Paolo che nel corso del tempo si è trasformato in Pelè e poi Depilè. Il nome può sembrare originale ma il più delle volte crea solo confusione visto che ricorda un noto trattamento estetico. Non neghiamo che abbiamo ricevuto diverse critiche per la scelta di un nome un po’ troppo volgare.

Parliamo del vostro genere musicale. Il Klezmer, un genere di origine ebraica che deriva dai balcani, come mai questa scelta?

Prima di tutto, abbiamo scelto questo genere perché è originale e non si sente tanto nelle nostre zone. Principalmente noi cerchiamo di unire l’aspetto cantautorale della nostra nazione con quello della musica dell’Est. Ricalchiamo, spesso e volentieri, le orme di Rino Gaetano, Vinicio Capossela, Alessandro Mannarino, cercando di prendere il loro modo di cantare e scrivere canzoni, abbinandolo a sonorità balcaniche, russe, rumene, ebraiche e a volte anche Ska.

Cosa sentite di voler esprimere mediante questo genere di musica?

C’è un forte background sul Klezmer che non è da trascurare. Il termine Klezmer significa proprio Musica Strumentale, ma può anche significare “Musica dell’Anima”. In effetti una delle arti più importanti dove gli ebrei potevano esprimersi al meglio era la musica. Per una questione religiosa un ebreo non poteva concedersi a forme d’arte visiva come la pittura o la scultura, per cui hanno sviluppato tutte le loro conoscenze nella musica. Riuscivano a rievocare perfettamente gli stati d’animo della loro anima mediante il suono del violino o del clarinetto. Il matrimonio ad esempio era l’espressione più grande di questa musica perché attraversava tutte le fasi di tutti stati d’animo, dalla malinconia della partenza fino alla gioia dell’unione.

Per quanto riguarda i testi delle vostre canzoni?

Nei nostri testi cerchiamo la semplicità, quella che si può trovare nelle piccole cose, come una serata a bere, o lo stare con una donna. Ovviamente come la filosofia base del Klezmer, cerchiamo di rievocare tutti gli stati d’animo di queste situazioni che vogliamo raccontare.

Quindi sposate effettivamente la teoria base del genere musicale

Si, diciamo che letteralmente viviamo questa situazione! Siccome nei nostri live cerchiamo di rivivere quell’atmosfera dei suonatori di strada che vivono la vita alla giornata, raccogliendo pochi spiccioli e che non hanno nient’altro che la musica e le proprie emozioni. Ad ogni live ci vestiamo con canottiera e jeans strappato e ovviamente, una bottiglia di vino.

Parliamo appunto dei vostri concerti.

Non abbiamo avuto tante occasioni per esibirci, anche se la band è ben collaudata, siccome abbiamo fatto altri live con un progetto parallelo a questo qui. Abbiamo partecipato principalmente e abbiamo suonato molto nella zona dell’Avellinese, dove sembravano apprezzare la nostra innovazione musicale. Forse il più bello è stato, appunto, a Forino dove abbiamo suonato in piazza e la gente ci ha tanto apprezzato.

Come vedete la musica a Salerno?

Non condivido tanto il fatto che a Salerno vanno sempre le stesse cose. La gente qui preferisce ascoltare solamente Rock, Rap e Musica Commerciale. Pensare che nel mondo esistono tanti generi musicali e ognuno ha la sua particolarità. C’è molta ignoranza per quanto riguarda la musica, specialmente manca la cultura musicale. Non si riesce nemmeno a trovare una vera e propria novità perché ogni band emergente tende sempre a suonare il rock.

E la musica di quelli già affermati?

Purtroppo i locali che offrono buona musica a Salerno sono settorializzati, ovvero lontani dal centro, difficilmente raggiungibili. Sto notando anche una forte chiusura tra gli stessi appassionati di musica che non cercano un confronto ma preferiscono rinchiudersi nel loro cerchio. Sto notando anche che il Jazz e i suoi appassionati stanno subendo questo processo, nonostante che si tratti di un genere che per natura dovrebbe essere innovativo e ricercato.

In questi anni abbiamo visto passare Battiato, Capossela, Vasco Rossi, Jovanotti, Ligabue, Mario Biondi, Biagio Antonacci. Credete che finalmente Salerno stia diventando un polo per la musica dei grandi artisti?

Beh, Salerno è sempre stata famosa per i grandi artisti, soprattutto per quelli che vengono per il concerto di fine anno.  Ma dobbiamo anche pesare a quanti artisti Salerniani vanno nel mondo. L’orchestra del teatro Verdi n’è un esempio.

Progetti futuri?

Speriamo di incidere al più presto il nostro CD, siamo in fase di preparazione.