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Alfredo Citro: lo storytelling al servizio del marketing

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Updated on 3 December 2022 13:39
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Nel suo libro edito da “Santelli Editore”, Alfredo Citro, analizza l’importante ruolo degli strumenti narrativi all’interno delle realtà aziendali

Alfredo Citro nel suo libro “Emotional Branding. Lo storytelling nel marketing” analizza gli strumenti di divulgazione narrativa utilizzati anche da importanti realtà aziendali italiane ed internazionali. Il libro è stato appena inserito e classificato nella pregiata sezione Business Deluxe della Santelli Editore”.

L’opera di Alfredo Citro

Tutti i principali aspetti teorici che caratterizzano la narrazione d’impresa e le principali modalità applicative dell’Emotional Branding sono racchiuse in questo piccolo manuale esplicativo e concreto. Attraverso una scrittura semplice ed incisiva, si spiega come un racconto ben congegnato
possa permettere la creazione di un mondo-target in cui riconoscersi e con cui interagire. Partendo dall’evoluzione narrativa e dalla comunicazione aziendale, viene illustrato il modo in cui il capitale narrativo delle organizzazioni è spesso utilizzato per edificare una quasi perfetta Identità di Marca in grado d’influenzare i comportamenti dei destinatari. Vengono presi in esame gli strumenti di divulgazione narrativa utilizzati da alcune delle più importanti realtà italiane ed internazionali.

L’intervista

Come può lo storytelling avere un ruolo importante nel mondo aziendale e dell’economia in generale?


Siamo fatti di carne e di ossa, ma anche di spirito e di emozioni. Viviamo andando inconsciamente alla ricerca di un’empatia capace di rispondere appieno sia alle nostre aspettative che alle nostre esigenze più profonde. Diciamo spesso che è l’amore che muove il mondo. Eppure, dimentichiamo
di analizzare veramente la bellezza straordinaria di questa semplice affermazione. La chiave di volta dello storytelling è tutta qui: saper ascoltare il prossimo ed emozionarlo comunicandogli al meglio una storia in cui identificarsi appieno. Gli esperti di marketing lo hanno compreso da tempo e lo sperimentano all’interno delle realtà aziendali con cui lavorano ogni giorno. L’economia è in una fase di mutazione evolutiva che coinvolge in primo piano la digital innovation, ma è il modo di fare pubblicità e di costruire brand reputation che è mutato. Il destinatario non è più interessato ad un
marketing formale di messaggi indiretti e spesso scontati. Il pubblico vuole essere coinvolto, desidera ritrovarsi in un’idea o concezione di base, vuole riconoscersi nei valori di un marchio o di una realtà commerciale con cui intende relazionarsi. Lo storytelling, quindi, crea un autentico ponte comunicativo di risposta verso le nuove esigenze dei customers fornendo alle realtà aziendali le basi essenziali per un moderno advertising volto all’incremento della fidelizzazione.

Nel suo libro si parla di Emotional Branding. Ci spiega meglio di cosa si tratta? Come viene applicato?


Se lo storytelling è un vero e proprio connection bridge tra brand e consumatori o destinatari finali, l’Emotional Branding possiamo immaginarlo come l’insieme dei pilastri che lo sorreggono. Si parla spesso di coerenza, di solidità e lealtà delle communication strategies. In realtà, la capacità di
diffondere una brand identity in grado di raggiungere o meno il successo aziendale risiede nella sua strategia emozionale.
Occorre coinvolgere emotivamente il pubblico target di riferimento e bisogna farlo in maniera fortemente emozionale se vogliamo costruire un’immagine vincente del nostro
marchio. Nel mio libro mi sono soffermato molto sull’applicazione pratica dell’Emotional Branding. Dopo averli studiati ed analizzati, ho spiegato in maniera semplice e costruttiva i migliori piani comunicativi delle campagne promozionali Wind, Vitasnella, Eni, Barilla e Bmw.

Quali sono, secondo lei, i punti forti di una narrazione efficiente?


Coerenza, linearità e coinvolgimento. Sono i punti essenziali che mi vengono immediatamente in mente. Pensiamo al nostro marchio di cosmesi di fiducia oppure alla marca di biscotti che preferiamo acquistare. Faremmo davvero le stesse scelte se questi brand raccontassero qualcosa di molto distante da noi e dai nostri bisogni più profondi? Ci ritroveremmo a compiere gli stessi acquisti se questi marchi comunicassero qualcosa di non molto attinente alle qualità del prodotto stesso? Ho analizzato i main points quali messaggio, trama, audience, climax o conflitto nel mio libro andando a fornire una spiegazione utile sulla strutturazione e costruzione narrativa. Credo che
oggi valga davvero la pena approfondire questi aspetti per apprenderle bene le caratteristiche.

Alla luce della situazione attuale e dello sviluppo massivo dei mezzi digitali di comunicazione come pensa che evolveranno i processi narrativi?

Il marketing è una scienza in continua mutazione. Si dice sia possibile prevederne i risvolti nel breve periodo, ma che sia impossibile delinearne la netta evoluzione sul medio e lungo termine. Considerando la rivoluzione digitale in atto e la crescente diffusione del networking imprenditoriale
e la crescita esponenziale d’influencers ed instagrammers di turno, possiamo solo ipotizzare un’ulteriore diffusione narrativa sui social media. In termini spiccioli, le società continueranno a raccontarsi ed a rafforzare la loro brand identity mediante uno storytelling emozionale ad hoc, ma è molto probabile che saranno sempre più propense ad investire su campagne di social networking piuttosto che su progetti mirati esclusivamente agli spot radio e tv. La digital renovation è in corso e la scienza della narrazione continuerà a fare la sua parte nei nuovi panorami aziendali di successo.