16 marzo 1978, rapimento dell’On. Aldo Moro. L’Italia aspetta ancora…



Aldo Moro, un rapimento che attende ancora giustizia. Nell’ottobre 2014 è stata costituita la commissione d’inchiesta parlamentare. E intanto l’Italia non dimentica…

ALDO MORO – Non sono bastati 37 anni a cancellare il ricordo di un momento storico in cui la gente viveva la rivoluzione culturale del nostro Paese, mentre attorno ad essa la democrazia subiva ripetuti agguati ad opera di bande armate, tra cui, su tutte, spiccavano le Brigate Rosse.

Aldo Moro

Non sono bastati 37 anni a chiarire enigmi, dubbi e inganni di una società dove la loggia massonica della P2 decideva fin dove l’imparzialità di un tribunale doveva estendersi, quando una sentenza doveva “condannare” o “assolvere”, e in quale momento temporale la nazione doveva “sapere”.

Ebbene non un semplice cittadino, né un potente imprenditore, ma addirittura un ex Presidente del Consiglio (5 volte), ex Ministro degli Affari Esteri, ex Ministro della Pubblica Istruzione ed ex Ministro della Giustizia, e naturalmente Presidente Nazionale della Democrazia Cristiana, fu il “prescelto” attraverso cui la consapevolezza della minaccia terroristica e sanguinaria delle B.R. potesse raggiungere ogni italiano della nazione.

E fu così che il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo, il quarto guidato da Giulio Andreotti, la Fiat 130 che trasportava Moro, dalla sua abitazione nel quartiere Trionfale zona Monte Mario di Roma alla Camera dei deputati, fu intercettata da un commando delle Brigate Rosse all’incrocio tra via Mario Fani e via Stresa.

Gli uomini delle BR uccisero, in pochi secondi, i cinque uomini della scorta (Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi) e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana. Dopo una prigionia di 55 giorni nel covo di via Montalcini, le Brigate Rosse decisero di uccidere Moro: lo misero dentro il portabagagli di un’automobile Renault 4 rossa, rubata sei mesi prima dalle BR a un imprenditore (tale Filippo Bartoli) e gli dissero di coprirsi con una coperta dicendo che avevano intenzione di trasportarlo in un altro luogo.

Dopo che Moro fu coperto, gli spararono dieci cartucce addosso uccidendolo. Il corpo di Aldo Moro fu ritrovato nella stessa auto il 9 maggio a Roma in via Caetani emblematicamente vicina sia a piazza del Gesù (dov’era la sede nazionale della Democrazia Cristiana), sia a via delle Botteghe Oscure (dove era la sede nazionale del Partito Comunista Italiano).

Quanto ai termini di secretazione dei lavori governativi dell’On. Aldo Moro, questi ormai sono scaduti, e lentamente vengono pubblicati alcuni documenti realizzati durante la sua attività politica. Nell’ottobre 2014 è stata costituita la commissione d’inchiesta parlamentare, alla cui presidenza si è insediato Giuseppe Fioroni. E intanto l’Italia aspetta e non dimentica…

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