Una lunga siccità su questi fiori



«Una lunga siccità su questi fiori». Il Patrimonio Storico-Artistico della Provincia di Salerno, in particolare nei Comuni di Baronissi e di Mercato San Severino 

Facendo riferimento, a quanto è scritto nella Carta di Venezia del 1964, nei seguenti articoli:

Art. 1: La nozione di monumento storico comprende tanto la creazione architettonica isolata quanto l’ambiente urbano o paesistico che costituisca la testimonianza di una civiltà particolare, di un’evoluzione significativa o di un avvenimento storico. Questa nozione si applica non solo alle grandi opere, ma anche alle opere modeste che, con il tempo, abbiano acquistato un significato culturale.

Art. 5: La conservazione dei monumenti è sempre favorita dalla loro utilizzazione in funzioni utili alla società: una tale destinazione è augurabile, ma non deve alterare la distribuzione e l’aspetto dell’edificio. Gli adattamenti pretesi dalla evoluzione degli usi e dei costumi devono dunque essere contenuti entro questi limiti.

Detto questo, chi scrive, si rivolge a chi ha il compito di salvaguardare il nostro patrimonio storico-artistico.

La demolizione dell’abitazione appartenuta alla Regina Margherita di Durazzo, fa “sicuramente” parte di un programma di “valorizzazione”.

Un requiem per la villetta che un tempo era situata, all’ingresso di Aiello di Baronissi; la cappella situata in via Indipendenza di Aiello, è un cumulo di macerie, da quanto tempo?

Quanto detto, vuole essere una proposta, a migliori interventi di restauro che mirino alla salvaguardia, di quello che rappresenta il nostro humus culturale, radici che, fino a ora, sembrano destinate alla siccità.

Chi scrive, vuol fare riferimento, a quanto Umberto Galimberti scrisse su “La Repubblica” il 28 settembre del 1997:

“Guardando l’uomo e guardando l’arte, dobbiamo puntare gli occhi sulla loro co-appartenenza, perché isolare l’uomo dalla sua espressione spirituale significa ridurlo alla sua condizione animale, così come isolare l’arte dall’uomo significa farla volteggiare nel regno dello spirito, dimenticando il suo spessore materiale in cui l’arte, come l’uomo, prendono forma e figura”.

Questo lavoro prende spunto, da una partecipazione di chi scrive, a un corso patrocinato dall’ASS.IR.C.CCO, sulla “Valorizzazione dei Centri Storici”, che ha avuto svolgimento nei giorni 15 e 16 settembre del 2011, presso l’Aula Consiliare di Magliano in Toscana, in provincia di Grosseto; un corso breve che ha come tema:

“Il Consolidamento degli Edifici Storici” Bucarest (Sala Convegni- Howard Johnson Grand Plaza Hotel  5-7 Calea Dorobantilor, District 1, 010551 Bucarest).

Un particolare ringraziamento va al Prof. Arch. Paolo Rocchi, la Dott.ssa Ing. Laura Bussi dell’Università di Roma “La Sapienza” e il Prof. Arch. Pasquale Rossi dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa.

Sempre chi scrive, ha avuto esperienze in questo campo, a cominciare dal percorso universitario, fondato dall’Urbanista e Storico dell’Architettura Giancarlo Alisio, percorso di laurea in “Valorizzazione e Catalogazione dei Centri Storici” presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa; un percorso di studi che ha avuto come traguardo una pubblicazione “Valorizzazione e Catalogazione dei Centri Storici. Un percorso per la tutela dei Beni Culturali in Campania” (2008), nonché una mostra esposta nella sala delle mostre permanenti, presso il Castel Nuovo di Napoli e una recente mostra nel Claustro dell’edificio storico dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa.

In seguito, la pubblicazione della tesi di laurea in Storia delle Città e del Territorio “Il Fondo Demanio e Patrimonio del Comune di Napoli. Aspetti inediti dai disegni del Quartiere Avvocata”, un tentativo, di alimentare la possibile osmosi tra il campo della Conservazione e quello della Diagnosi per i Beni Culturali. 

siccitàIncentivazione di attività turistiche, Assessorato Agricoltura, AGC Sviluppo Attività Settore Primario – SeSIRCA, Programma di Sviluppo Rurale, PSR CAMPANIA 2007/2013.

L’agricoltura campana vive ancora oggi un periodo di sofferenza, in parte legata alle passate emergenze che hanno colpito la nostra Regione, ma allo stato attuale dovuta preminentemente alla crisi economica congiunturale. Tanto più che l’immagine spesso veicolata da alcuni mezzi di comunicazione non rappresenta interamente la realtà dei fatti. Per fare un esempio, dei quasi seicentomila ettari impegnati in coltivazioni agricole in Campania, solo diecimila hanno sofferto materialmente dell’emergenza rifiuti e dell’inquinamento dei siti. La nostra terra è e resta quindi ricca di meravigliosi paesaggi, di produzioni tipiche, di qualità ed eccellenze di livello mondiale.

Con il nuovo Programma di Sviluppo Rurale – Psr 2007-2013, che vanta una dotazione finanziaria di un miliardo e 900 milioni di euro, abbiamo la grande opportunità di trasformare le risorse territoriali in patrimonio. Nella definizione del piano abbiamo puntato innanzitutto sul superamento delle attuali difficoltà del settore agricolo e delle aree rurali, configurando un nuovo modello di Agroalimentare, decisamente proiettato verso i mercati globali. Il tutto partendo da tratti caratteristici come il radicamento territoriale, l’organizzazione sinergica sia di filiera che intersettoriale e il concreto orientamento alla sostenibilità e all’occupazione.

In tale ottica l’offerta turistica deve essere principalmente orientata alla promozione e valorizzazione delle risorse ambientali, architettoniche, storico-culturali e produttive delle aree rurali attraverso l’armonizzazione e l’integrazione con altri programmi di sviluppo locale perseguendo obiettivi comuni di sviluppo individuati su scala territoriale.

In sintesi, la misura fornisce un sostegno ai beneficiari appresso individuati con l’obiettivo di:

1. accrescere l’attrattività delle aree rurali;

2. valorizzare le risorse naturali, architettoniche e culturali delle aree rurali rendendole attrattori turistici;

3. innescare processi di sviluppo sostenibile integrato;

4. promuovere la conoscenza dei prodotti di qualità del territorio;

5. realizzare infrastrutture informative a supporto della promozione e della valorizzazione del territorio;

6. incoraggiare l’adozione e la diffusione delle Tecnologie di Informazione e Comunicazione (TIC) per la promozione e il marketing territoriale.

Con la presente misura sono finanziabili i seguenti interventi:

a) Realizzazione di percorsi turistici.

b) Attività divulgative e di promozione del territorio.

Piano di Riqualificazione per la fruizione turistica dei Castelli e dei beni di pregio della Provincia di Salerno

Pregevoli monumenti, castelli, strutture ricettizie, conventi, nobili case rurali, rischiano così di essere spazzati via dal progresso dei consumi di massa, per fortuna, non più sovrano nel panorama delle politiche possibili dello sviluppo locale.

Lo studio di questi valori, in buona parte già realizzato dall’abbondante letteratura storica, offre l’occasione di progettare un sistema locale d’interventi e una rete di collegamenti delle iniziative che si posizionano a cavallo tra la pianificazione del recupero, la creazione di nuove attività di archeologia rurale e il delicato compito di riassunzione dei valori perduti.

Il progetto è dunque finalizzato alla migliore conoscenza delle realtà, anche dal punto di vista rurale, ma con una immediata ricaduta produttiva articolando l’offerta in circuiti o itinerari turistici della ricettività diffusa, ovvero:

1. Circuiti turistici dei Castelli;

2. circuiti turistici dei Palazzi Baronali;

3. circuiti turistici dei Conventi;

4. circuiti turistici dei beni o case di pregio.

In riferimento a quanto scritto, nel programma di Sviluppo Rurale e nel piano di  Riqualificazione per la fruizione turistica dei Castelli e dei beni di pregio della Provincia di Salerno, è possibile riscontrare dalle immagini allegate, gli interventi “effettivamente” approntati.

BIBLIOGRAFIA

  1. La Carta di Atene, 1931
  2. Carta di Venezia, 1964
  3. U. Galimberti, «La Repubblica» 28 settembre 1997
  4. Programma di Sviluppo Rurale, PSR CAMPANIA, 2007/2013
  5. La Riqualificazione per la fruizione turistica dei Castelli e dei beni di pregio della Provincia di Salerno

Stefano Esposito

Esperto in Catalogazione dei Beni Archivistici e Librari, Bibliotecario-Archivista presso la Biblioteca della Nonviolenza (SBN) di Roma, ICOMOS Member.

ste_esposito@yahoo.it

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