Salerno:sintesi affascinante di quanto il Mediterraneo possa offrire.

Torrente in piena. Alluvione del 22 ottobre 2006

 

Gli argini cedono. Fango, detriti e acqua si riversano per le strade.
Situazione attuale: fase avanzata dei lavori

 

La sua posizione strategica, tra due coste bellissime (Cilentana e Amalfitana), stretta tra il mare e le colline, le conferisce un clima mite e un ambiente salubre. Questa condizione ambientale è ottimale per uno sviluppo idrografico particolarmente interessante. La presenza di questi corsi d’acqua rende tuttavia il territorio altamente a rischio idrogeologico, aggravato dall’incuria dell’uomo nella gestione degli argini e delle zone circostanti e dall’eccessiva cementificazione. La situazione è resa più difficile dalla morfologia del territorio salernitano, visto che i suoi 60.000 ettari hanno una natura prevalentemente detrico-alluvionale delimitata a monte da colline di Giovi, geologicamente costituite da conglomerati e sabbie, e sormontata ancora più a monte dal complesso montuoso del Monte Stella, geologicamente costituito da un complesso carbonatico.

Tutti questi fattori comportano la possibilità di crisi in buona parte del territorio, in particolare nelle zone collinari e pedemontane laddove le acque piovane ruscellanti determinano estesi fenomeni di erosione, con conseguente creazione di situazioni di instabilità e predisposizione al movimento gravitativo.

Ultimo di vari eventi purtroppo gravi che hanno colpito il territorio cittadino è avvenuto il 22 ottobre 2006.

La città è stata investita da precipitazioni atmosferiche di eccezionale intensità che hanno determinato danni di notevole entità a tutto il territorio comunale. I problemi maggiori  si sono determinati a causa della fuoriuscita, in più punti, del torrente Mariconda determinando gravi danni per le zone limitrofe. L’acqua ed il fango hanno invaso  completamente l’incrocio stradale tra Via Parmenide e Via Picenza riversando fango, detriti e arbusti in tutta la vasta area compresa tra Via Mauri, Via Picenza, Via Parmenide, la S.S.18 Tirrena Inferiore, determinando il blocco della via di scorrimento principale, sull’asse est-ovest, della città. Il “Parco Arbostella”è stato investito da una rilevantissima quantità di fango e detriti riversatisi nei locali a piano terra degli edifici, nei garage interessati, coinvolgendo pesantemente anche la viabilità interna al parco e le zone ed i percorsi pedonali. Si sono avuti distacchi dell’erogazione dell’energia elettrica e di tutti gli altri servizi a rete. Le cause dell’esondazione vanno ricercate, oltre che nelle motivazione precedentemente elencate, anche  nelle dimensioni dell’alveo,in quanto nel tratto terminale, completamente urbanizzato, il fiume scorreva in un canale chiuso di dimensioni insufficienti a consentire il deflusso di piene eccezionali e ciò ha determinato  un rigurgito della portata verso monte. In relazione a questi eccezionali eventi alluvionali il Presidente del Consiglio dei Ministri allora in carica (Romano Prodi,nda) con un decreto del 1 dicembre 2006 ha dichiarato lo stato di emergenza, nominando, conseguentemente, mediante ordinanza n°3593 del 12 Giugno 2007 Vincenzo De Luca(sindaco di Salerno,nda) quale Commissario Delegato per il superamento dell’emergenza.

Anche a seguito delle richieste dei residenti, preoccupati per la situazione, con due ordinanze, De Luca, in qualità di Commissario, ha approvato il programma degli interventi destinati al risanamento di tutto il corso del torrente Mariconda e approvato i progetti definitivi ed esecutivi della “Sistemazione Idrogeologica del torrente Mariconda – 3°lotto – tratto a monte di Case Migliorosso” affidando i lavori alla ditta Capaldo Costruzioni S.r.l. Successivamente, a causa della non conformità ai parametri di legge degli atti contabili, con ordinanza n°3 del 15 Novembre 2011, la ditta è stata sollevata dall’incarico e sono stati affidati i lavori all’ingegnere Guido Petrosino. La situazione attuale vede una fase avanzata dei lavori che durante tutto l’inverno hanno previsto realizzazione della messa in sicurezza degli argini con dei muri di cemento e ferro, l’allargamento dell’alveo e del letto fluviale, modificandone il percorso(alleggerendo o eliminando totalmente le curve esistenti) e  eliminando ostacoli di ogni tipo(detriti, vegetazione incolta, rifiuti) che hanno reso lo scorrimento più regolare e hanno fatto abbassare il livello dell’acqua nonché enormemente aumentato la ricettività in caso di piena. E’ pur vero che anche in questo caso l’uomo è intervenuto a modificare il paesaggio naturale con una notevole cementificazione ma in conclusione si può dire che l’operazione si è resa indispensabile vista anche la posizione in cui il fiume si trova a dover scorrere, ovvero tra tutte nuove zone urbanizzate.