Statue di San Giovanni, il ritorno ad Angri dopo 74 anni

Le statue che fino al ’43 adornavano la facciata della Collegiata di San Giovanni Battista, poi gravemente danneggiate dal conflitto bellico, tornano ad Angri

“IL RITORNO DEL BIANCO MARMO DELLE STATUE DELLA COLLEGIATA DI ANGRI“. Un evento atteso da moltissimo tempo e del quale tantissimi avevano perso memoria. Molto presto però verrà ripristinato uno dei luoghi iconici dell’architettura storica angrese.

Giovedì 12 Gennaio alle ore 16,30 presso il Castello Doria verrà presentato il restauro delle statue del portale della Collegiata di Angri. La serata curata dal Dott. Stefano Vanacore dell’ Ass. Cult. Panacea vedrà gli interventi di S.E. Mons. Giuseppe Giudice, Vescovo della Diocesi di Nocera-Sarno, del sindaco Ing. Cosimo Ferraioli e dell’Arch. Francesca Casule, Soprintendente ABAP di Salerno ed Avellino. Il tema sarà sviluppato dalla relazione del Dott. Antonio Braca, Funzionario storico dell’arte, Soprintendenza ABAP Salerno, con tema: la Collegiata, i portali, le statue, il restauro.

All’indomani dell’8 Settembre 1943, dopo l’armistizio con gli angloamericani, fra il 22 ed il 27 dello stesso mese, gli Alleati dal Valico di Chiunzi, sui monti Lattari, cannoneggiarono la Valle del Sarno dove si trovavano le truppe tedesche in ritirata. Come sempre le vittime delle guerre sono gli uomini, le donne, i vecchi, i bambini, ma anche i monumenti e le opere d’arte. Montecassino ne è l’esempio più limpido, un monumento ricco di storia ed arte millenaria fu distrutto senza attenzione alcuna.

Dopo 74 anni è stato possibile intervenire sul trittico del ‘500 che abbelliva la Colleggiata di San Giovanni

Nel cannoneggiamento del ’43 ad essere colpita fu anche la Collegiata di Angri. Danni furono rilevati alla facciata ed al tetto. In quella occasione precipitarono a terra tre statue di marmo del 1540 che decoravano il lunettone del portale d’ingresso principale. Quelle statue sono state sempre considerate  perse, fondamentalmente rimosse dalla memoria collettiva locale, ed ignorate dagli studi. In realtà del trittico scultoreo andò distrutta completamente solo la statua di San Giovanni evangelista. Le altre due, ossia la Madonna con Bambino e San Giovanni battista subirono danni molto gravi. La vergine ed il Bambino erano rimaste senza testa, mentre il Precursore aveva perso un braccio ed il naso. In verità, la testa della Madonna, completamente annerita, era stata conservata dal Primicerio. I corpi scolpiti, invece, erano stati relegati in un cortiletto esterno a lato della Collegiata, dove sono rimasti esposti alle intemperie per molti decenni.

Dopo 74 anni, i danni bellici alla Collegiata sono stati riparati, ma delle statue del portale si immaginava che potessero essere recuperate. Su di esse da tempo è stata posta l’attenzione della Soprintendenza in attesa di finanziamenti o progetti utili. Negli ultimi mesi, è stato avviato un processo di valorizzazione e di rivalutazione del territorio da parte dell’Amministrazione comunale di Angri.

Al primo posto è stato messo il recupero del gruppo scultoreo. Grazie all’interessamento dell’Associazione di volontariato Panacea, di intesa con le autorità religiose, l’Amministrazione comunale e la Soprintendenza ABAP di Salerno le preziose opere sono state messe a restauro dalla Ditta Atramentum, specializzata in recupero di manufatti lapidei artistici ed archeologici.

Recuperato anche il volto della Vergine con il Bambino

Uno dei risultati più clamorosi è stato il recupero alla piena visibilità del volto della Vergine che, nonostante alcuni danni meccanici, riposizionato sul corpo della statua, ha restituito una notevole opera d’arte della prima metà del Cinquecento napoletano.
Dopo 74 anni, finalmente, si approda alla chiusura definitiva della “pratica” dei danni bellici alla Collegiata di Angri e lo si fa con una notevole operazione di recupero di una pagina importante per la Cultura figurativa del territorio e della storia dell’arte in Campania.