Stangata sul comune di Battipaglia: dovrà sborsare 5 milioni di euro per espropri mai pagati



battipaglia

Una cifra, 5 milioni di euro, che è una vera e propria scure sui conti del comune di Battipaglia. La vicenda si chiude dopo oltre 20 anni

È una vicenda, quella che lega il comune di Battipaglia e una signora – residente a Napoli, che si è protratta per diversi anni, oltre venti. Ora, con la deliberazione del Commissario ad acta e il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti, che ha seguito un’iter burocratico e giudiziario particolarmente lento e complesso, l’Ente si vede costretto a versare nelle tasche della donna una somma di 5 milioni di euro.

Il fatto

Con una deliberazione del Consiglio Comunale, la n.61 del 1998, venne approvato un progetto di edilizia residenziale pubblica da realizzare nel quartiere Sant’Anna, in gran parte sul suolo di proprietà della donna, per una superficie catastale di circa 10.294 metri quadrati. Da qui la decisione del comune di emanare il decreto che permetteva all’I.A.C.P. Salerno il diritto di superficie ad aedificandum sull’area. Ne è conseguita, pertanto, l’approvazione del programma costruttivo attraverso la I.A.C.P. Futura che provvide al deposito dell’originaria indennità di circa 280mila euro relativa alla procedura espropriativa delle aree di proprietà della signora. Più tardi, nel 2002, venne conclusa la procedura con il decreto di esproprio definitivo (n. 3143/2002).

Tuttavia, nel tempo incorso durante le fasi procedurali, la signora aveva proposto più ricorsi al T.A.R. (sezione staccata di Salerno) avverso agli atti della predetta procedura, per richiederne l’annullamento. Il T.A.R. di Salerno nel 2005 con la sentenza n. 86, e successivamente il Consiglio di Stato – dato il ricorso del Cessionario e di I.A.C.P. Futura -, diedero ragione alla Cedente condannando i primi anche in solido alle spese ed oneri del giudizio di appello (circa 3mila euro).

A farne da padrone, però, nei successivi anni fu l’inerzia ad eseguire la sentenza del 2005 del Cessionario e di I.A.C.P. Futura che, nel frattempo nel 2012 venne dichiarata fallita dal T.A.R. di Salerno. Ulteriore sentenza fu la n. 832 del 2013 che invitava le parti a individuare un accordo, ossia corrispondere al privato una somma concordata o riconosciuta come equivalente utilità. Sentenza rimasta inascoltata dall’Ente comunale, che non aveva avanzato alcuna attività volta a dare esecuzione alla 832/2013 così che, nel 2016, la Cedente adì nuovamente il T.A.R. di Salerno che, con la sentenza n. 1566 del 22 Giugno 2016, provvide alla nomina di un Commissario ad acta che, poi per motivi di salute, venne sostituito nel luglio del 2017.

Dal 2017 sino al 2019 sono stati diversi i tavoli che hanno visto la partecipazioni dei legali della donna e di diversi dirigenti del comune di Battipaglia, e che hanno permesso il raggiungimento di un accordo. Lo schema di cessione prevede la corrispondenza dell’Ente Cessionario nei confronti del Cendente di un importo complessivo di 5 milioni di euro, incluso imposte e tasse a carico del cedente.

Il piano di dilazione

  • 600mila euro corrisposti entro 15  giorni dalla stipula dell’atto di cessione;
  • 1 milione e 900mila euro entro 4 mesi dalla stipula dell’atto di cessione, mediante un mutuo presso la Cassa depositi e prestiti, o altro istituto di credito;
  • 2,5 milioni di euro sarà versato in 60 rate mensili

Infine, con il parere favorevole del Collegio dei Revisori di Conti, riunitosi il 24 ottobre presso il Palazzo di Città, è stata detta la parola fine sulla questione: il comune dovrà sborsare una somma di 5 milioni di euro. Una stangata, l’ennesima, che colpisce l’Ente ed i cittadini di Battipaglia.

Leggi anche