Spezia-Salernitana 2-1, Djuric illude i granata: condanna firmata da Capradossi al 94′

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foto: fonte: profilo Facebook ufficiale U.S. Salernitana 1919 - Nicola Ianuale

Salernitana nuovamente sconfitta, questa volta allo Stadio Picco, nel match disputato con lo Spezia. Granata condannati al 94′ dal gol di Capradossi: ora è crisi nera

La Salernitana ha rimediato l’ennesima sconfitta, in quella che viene considerata, ad oggi, una delle peggiori annate di sempre. La squadra granata granata è stata beffata al 94′ dal colpo sotto porta di Capradossi. Inutile l’illusione del vantaggio firmato da Djuric, al suo secondo centro consecutivo. Adesso per i granata il campionato è diventato un vero e proprio flagello: la zona play-out è sempre più vicina, e il calendario non sorride certo alla squadra allenata da Gregucci. 

La partita

Primo tempo con pochissime azioni da segnalare. Primo squillo ligure nei minuti iniziali di gara, con la conclusione sballata di Da Cruz. Lo Spezia ci riprova poco dopo, al 16′, con la botta di Bartolomei fuori misura. Bartolomei ci riprova, ed al 22′ scaglia un tiro a botta sicura: provvidenziale Migliorini a deviare in corner. La Salernitana si rivede nei minuti finali e, dopo diversi affondi, trova la rete del vantaggio grazie all’incornata di Djruic, su assist al bacio di Rosina. Per il bosniaco è il secondo centro consecutivo.

I padroni di casa non ci stanno, e al 58′ ritrovano il pareggio con Mora, che di rovesciata trafigge un incolpevole Micai. Da questo momento, comincia l’assedio dello Spezia: i luguri sfiorano diverse volte il gol del vantaggio. Prima Galabinov scalda i guantoni di Micai, poi con Pierini che fa la barba al palo. Il segnale d’allarme si tramuta in gol al 94′: dopo una dormita totale della difesa granata, Capradossi non può far altro che insaccare il pallone della vittoria.

L’epilogo peggiore per una stagione a tratti fallimentare, davanti ai quasi 200 tifosi granata che hanno macinato centinaia di chilometri per sostenere una squadra che sembra davvero non combattere più per niente.