“SOTTO CULTURE”: combattiamo l’illegalità



Si è tenuto ieri, nel centro sociale di via Loria a Nocera Inferiore, il primo workshop organizzato dal collettivo l’ “Altra Nocera” per la prima giornata dell’evento “Sotto Culture”. Si è parlato di legalità contro la camorra, con la partecipazione del referente di Libera.  Buona la prima

SottoCultureL’esordio dell’evento “Sotto Culture”, organizzato dal colletivo l’ “Altra Nocera”, ha avuto i risultati sperati. Si suol dire buona la prima in questi casi, ma stavolta si potrebbe anche esagerare dicendo ottima. La partecipazione è stata attiva e corposa nonostante la mancata presenza del sindaco Manlio Torquato che, per impegni non del tutto chiari, ha dovuto dare forfait all’evento, al quale aveva aderito con impegno. Nessuno forse ha sentito la sua mancanza dal momento che il tutto si è svolto con una limpidezza encomiabile sia da parte degli ospiti sia da parte degli interlocutori, che hanno mantenuto attivo il filo logico senza fare voli pindarici.

Il tema che ha caratterizzato la prima giornata di “Sotto Culture”, legalità contro la camorra, era delicato da affrontare sotto tutti i punti di vista DSC_0004ma è stato trattato con estrema padronanza, analizzandolo da varie angolazioni. Il livello si è mantenuto medio-alto grazie alla partecipazione del referente provinciale di “Libera contro le mafie” Anna Garofalo che ha sviscerato tutte le problematiche che le associazioni di stampo mafioso causano in primis alla popolazione, in secundis allo Stato. «Bisogna partire principalmente dalle persone, da chi vive nel piccolo che unendosi fa la forza, per poter sperare in un cambiamento. Esso deve sì partire dal basso, ma deve soprattutto avere l’appoggio da parte delle istituzioni dal momento che i problemi da affrontare non sono affatto pochi e spesso sono così pesanti da sconfortare chi cerca di lottare. “Libera” ha intenzione di mettere insieme una serie di persone, di gruppi, di scuole, di parrocchie, di comunità che hanno la voglia di unirsi per diventare più forti. Lotta alle mafie significa ridare dignità alle persone, significa non girare la faccia dall’altra parte, significa creare un tutt’uno con gli altri impegnandosi anche a dare la vita per queste libertà»

Parole che smuovono gli animi dei presenti portandoli non solo ad interagire durante il workshop con domande e risposte ma soprattutto a fare tesoro di esse, ricordando che chi muore per un giusto ideale non va tenuto come caso isolato. E infatti «il sacrificio delle persone morte per DSC_0005combattere la camorra non è e non resterà vano, esse si sono immolate per difendere la dignità di chi gli stava intorno e la libertà dei propri cari» continua la referente di Libera, illustrando poi tutte le iniziative che la sua associazione cerca di portare avanti ogni anno, consultabili sul sito www.libera.it .

I giovani, che sono il target di “Sotto Culture”, sono stati parte attiva delle manifestazioni organizzate da Libera nel mese di marzo e «cercano di far capire che loro ci sono e credono nel cambiamento e che dire di no alla mafia significa prima di tutto capire cosa sia e da dove derivi» come ha sostenuto Matteo Zagaria (UDS), che ha poi delucidato i presenti sugli obbiettivi dell’Unione Degli Studenti. «L’obbiettivo di UDS è di cercare a tutti i costi di inculcare alle giovani menti che le associazioni mafiose sono un male che sta distruggendo la società e vanno estirpate dalle terre dove esse agiscono. La sensibilizzazione dei giovani in campo sociale è importantissima, in maniera tale da poter costruire quell’immediato futuro che sembra essere sempre più sfocato. Bisogna avere la spinta dei giovani che più di tutti hanno la voglia di cambiare questo Paese, per evitare che esso continui a sprofondare nelle mani delle associazioni mafiose».

L’Italia, di fatti, sembra esser diventato il Paese delle mafie, attraverso le quali si può addirittura ricostruire la storia italiana dell’ultimo secolo, DSC_0006passando dall’istituzione della Repubblica e arrivando fino ai giorni nostri. L’Italia, che il 18 giugno per scelta di popolo diventa ufficialmente una Repubblica democratica, man mano che maturava come Nazione ne perdeva in democrazia, fino a raggiungerne oggi i minimi storici. Ciò è causato soprattutto dalle mafie che, con le loro zampate, strappano allo Stato soldi e potere, indebolendolo talmente da creare un connubio con esso. Ce lo fa sapere Totò Riina nelle ultime sue dichiarazioni messe agli atti per l’inchiesta sulla trattativa “Stato-mafia”, che avrà di sicuro un lunghissimo processo.

Proprio sulle questione democrazia italiana, l’esperta in materia Maria Di Serio, membro della CGIL di Salerno, ha comprovato che «il metodo democratico utilizzato nel nostro Paese sembra ormai esser messo all’angolo dal momento che vi sono persone che ricoprono cariche pubbliche che non adempiono ai loro uffici. La coscienza civile e la legalità come possono essere esercitate se la democrazia viene affogata nell’illegalità? Tra le prime cose da fare non bisogna abbandonare il territorio che ultimamente sta subendo tagli assurdi ed inspiegabili alla democrazia, come la chiusura dei tribunali e degli enti adibiti alla tutela di essa. Così facendo la società si indebolisce e le mafie ne approfittano buttandosi a capofitto su tutto ciò che capita a tiro».

Le parole hanno avuto anche un riscontro pratico attraverso dati e fatti esposti alla platea. Il Paese, che ieri celebrava la Giornata Mondiale per l’eliminazione della povertà, conta quasi 10 milioni di persone in povertà relativa, 6 milioni di persone in povertà assoluta, una disoccupazione giovanile del 44 % e un abbandono scolastico del 20 %. Come può, in queste condizioni, combattere le mafie? Esse si nutrono di povertà e degrado, spolpando tutto ciò sul quale mettono le mani.

Ci vuole prima di tutto autorità (termine che deriva dal latino “augeo”, accrescere) per poter dare alle persone la forza di poter lottare, oltre che la speranza. Allo scioglimento del workshop, v’è stato un rinfresco gratuito per tutti i presenti, che hanno potuto degustare bibite e piatti fatti insotto culture casa.

La serata si è conclusa con un evento musicale che ha coinvolto soprattutto i giovani con le note delle band giovanili Rosso Metile e Jano’s Head , che hanno caricato gli animi con le loro note e con le loro canzoni. L’evento ha rispettato le attese. L’appuntamento con “Sotto Culture” è per oggi pomeriggio alle ore 17:00, con un altro tavolo di lavoro e di interlocuzione riguardante “ambiente e territorio”, un altro argomento delicato che coinvolgerà tutti a 360 gradi.

 

Foto a cura di Gianluca Mansi

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