Simonetta Lamberti: un caso lungo trent’anni



Il caso della piccola Simonetta Lamberti, assassinata nel lontano 29 maggio del 1982, è ancora irrisolto. Domani prevista la terza l’udienza.

Simonetta Lamberti era soltanto una bambina di undici anni quando perse la vita per mano di un sicario della camorra, durante un attentato che aveva come obiettivo il suo papà, il giudice Alfonso Lamberti, procuratore di Sala Consilina. Da quel lontano 29 maggio dell’82, il caso non è ancora stato archiviato.

Simonetta LambertiE’, infatti, prevista per domani mattina, alle ore 11, la terza udienza del processo sull’omicidio della giovanissima Lamberti. La seduta, dinanzi al gup di Salerno, Sergio De Luca, vede imputato Antonio Pignataro, pentito, autoaccusatosi di aver partecipato all’agguato, nel quale morì Simonetta Lamberti. A spingerlo al ravvedimento, quindi a far luce sugli eventi fu la visione di un film, dove la storia, o meglio la tragica fine della protagonista, una bambina, deve aver scatenato una forte crisi di coscienza nell’uomo, fino al punto di fargli raccontare inediti dettagli sull’agguato deliberato da Francesco Apicella, cutoliano di spicco in quegli anni nell’agro. Le inchieste del giudice Lamberti avevano infastidito “il boss” che meditava ripercussioni. Purtroppo però, a pagarne le conseguenze fu la piccola Simonetta Lamberti. A lei la città di Cava de’ Tirreni, e non solo, è molto legata: in suo onore è stato intitolato il 2 aprile del 1983 lo Stadio di Cava de’ Tirreni e la biblioteca del “Museo del mare” di Napoli, a Bagnoli.

Domani quindi, continua il lungo e duro percorso verso la verità. In Italia, purtroppo, il 70% delle famiglie delle vittime delle mafie non la conosce ancora. Un dato che fa rabbia, ma anche riflettere.

 

 

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