Silvia Giambrone vince il premio Smartup Optima 2016

Silvia Giambrone è la vincitrice della seconda edizione di Smartup Optima 2016 con l’opera “6 agosto, mon amour”

Dopo il grande successo dello scorso anno, Silvia Giambrone (Agrigento, 1981) è la vincitrice della seconda edizione di “Smartup Optima“, il Premio di arte contemporanea dedicato agli artisti under 40 e promosso da Optima Italia S.p.A. multiutility italiana leader nella vendita di servizi integrati nei settori dell’energia e delle telecomunicazioni.

Silvia Giambrone“Tutto in uno” è il tema di quest’anno attorno al quale i partecipanti, artisti italiani e stranieri, presentano le loro opere con l’intento di raccontare, secondo la dichiarazione della curatrice del premio Chiara Pirozzi, “lo spirito dei nostri tempi, la velocità d’azione e di comunicazione, la capacità delle icone e dei simboli, storici e contemporanei, di rappresentare mondi e significati diversi attraverso un’unica immagine”. A decretare l’opera vincitrice (6 agosto, mon amour) della Giambrone una giuria tecnica composta da Ludovico Pratesi, direttore del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro, Massimiliano Tonelli, direttore di Artribune, Angelandreina Rorro, Curatrice d’arte contemporanea della Galleria d’Arte Moderna di Roma, Angel Moya Garcia, Co-Direttore per le Arti Visive della Tenuta dello Scompiglio di Lucca, Paola Traettino, Supervisor Brand e Comunicazione Optima Italia S.p.A. e Ilaria Caruso, Responsabile Marketing e Comunicazione Arakne Communication S.r.l, alla quale è stato conferito un riconoscimento in denaro di 5000 euro.

La video-installazione è ispirata da un viaggio in Giappone fatto dall’artista nel 2013, durante la quale ha avuto l’occasione di intervistare Shoso e Keiko, due tra i pochi sopravvissuti all’olocausto nucleare di Hiroshima. “Quello che mi ha davvero impressionato della loro testimonianza è stato che entrambi hanno dichiarato che, pur essendo sopravvissuti, la bomba per loro non ha mai smesso di detonare, dal momento che per il resto della loro vita dovettero nascondere di essere stati ad Hiroshima durante e dopo il bombardamento”. Ragione per cui il video restituisce, con un intervento da parte dell’artista, l’immagine dell’orologio ritrovato dopo l’esplosione ed esposto oggi al Museo della pace di Hiroshima.

Oltre a Silvia Giambrone, gli altri due premi sono andati a Paolo Puddu (Napoli, 1986) con l’opera X/Y(punto di origine), che si aggiudica il premio intitolato Fondazione Bevilacqua La Masa, che consisterà in una residenza di 15 giorni presso gli spazi della Fondazione di Venezia, mentre il premio Visibilità è stato conferito a Valedef (Maratea, 1981) con Lampedusa.

Le opere dei venti finalisti (Ilaria Abbiento, Afterall, Francesco Bertelè, Enzo Calibè, Chiara Coccorese, Giuseppe Cuccurullo, Valentina De Rosa, Fosca Democrito, Daniela Di Maro, Julia Frank, Silvia Giambrone, Donatella Longobardo, Andrea Marcaccio, Francesca Marta, Mediaintegrati, Marco Milia, Maria Nasti, Marco Rossetti, Gian Maria Tosatti, Virginia Zanetti) saranno esposte fino al 4 aprile nella mostra allestita negli spazi di Optima Italia.