Sfruttamento e lavoro nero: Guardia di Finanza ed INAIL diffondono i dati del 2013



Oggi l’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) diffonde i dati relativi alle attività del primo semestre di quest’anno della Guardia di Finanza.

Anche nel 2013 l’evasione fiscale e il mancato pagamento dei contributi sono seguiti dalla ancora frequente manifestazione del fenomeno del caporalato e dall’inottemperanza alle norme in materia di sicurezza sul lavoro.

Dal gennaio 2013 ad oggi le Fiamme Gialle segnalano 19.250 lavoratori irregolari dove circa il 50% in condizione di totale illegalità. “Hanno riscontrato in particolare fenomeni di “caporalato” collegati a gravi forme di prevaricazione e violenza in danno di lavoratori: generalmente immigrati e clandestini, sottopagati e costretti a operare in condizioni igienico/sanitarie precarie e in violazione delle più elementari norme di sicurezza”.

In dettaglio la news recita ancora “Truffe ed espedienti in tutto il Paese. Dal fallimento simulato al falso no profit, gli espedienti messi in atto – tanto al Nord quanto al Sud del Paese – sono numerosi e, a volte, perfino eclatanti”.

Queste non sono altro che le stime della Guardia di Finanza sul mercato nero e irregolare. Sono i numeri che ha messo insieme il Corpo Speciale di Polizia attraverso le ricerche di un semestre. Numeri aleatori e probabilmente in continua mutazione. Sebbene non ci sia modo di verificarne nel concreto la piena attendibilità, è chiaro che il fenomeno del lavoro nero ha le proporzioni di un piccolo Paese.

A Treviso sono state scoperte due finte associazioni onlus che, “anziché occuparsi, come dichiaravano, di promozione del tempo libero attraverso iniziative di natura culturale e ricreativa a carattere volontario e senza finalità di lucro, hanno impiegato 109 lavoratori in nero ed evaso le imposte per svariati milioni di euro” offrendo prestazioni come night club.

Chiaramente all’ordine del giorno ci sono i legami con le organizzazioni a delinquere. Ad esempio a Brindisi, infine, i finanzieri hanno individuato 564 lavoratori irregolari, di cui 329 completamente in nero. Con lo sviluppo delle indagini si è scoperto che a capo dell’organizzazione criminale c’erano quindici persone (tutte attualmente agli arresti), dedite a “gravi reati nei confronti di extracomunitari in condizioni economiche disperate, impiegati nella costruzione di campi fotovoltaici nel Salento, sottopagati e pesantemente sfruttati, senza alcun diritto assistenziale e previdenziale”.

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