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San Mango Piemonte, allarme sicurezza alle porte dei Monti Picentini

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San Mango Piemonte, allarme sicurezza alle porte dei Monti Picentini

Dopo la notte del terrore, la paura prende in ostaggio i residenti di San Mango Piemonte. In cantiere iniziative spontanee quali ronde e pattugliamenti. Videointervista al Primo Cittadino, Alessandro Rizzo

Cresce di ora in ora lo stato di agitazione tra i cittadini di San Mango Piemonte alla luce dei furti e delle ultime segnalazioni sospette che hanno interessato il piccolo borgo picentino, al confine con i rioni collinari di Salerno.

Due giorni dopo la “notte del terrore” in cui due soggetti ancora non identificati hanno tentato di introdursi in una villetta e percosso il padrone di casa, la paura è sul volto di tutti.

Questa situazione è inusuale per la nostra comunità. Prima si viveva con le porte spalancate, come ai tempi delle nostre mamme e nonne. Qui si conoscono tutti. Adesso abbiamo davvero paura” lamenta qualcuno.

Un piccolo borgo, quello di San Mango Piemonte; il primo comune dopo Salerno, confinante con i quartieri collinari di Pastorano, Ogliara, Sordina, nonché principale via d’accesso ai Monti Picentini.

Da qui la difficoltà delle forze dell’ordine nel monitorare un territorio caratterizzato da un centro, strutturato in condomini e villette a schiera, e da una periferia costituita da parchi isolati e case coloniche sparse nella vallata.

La morfologia del territorio permette così ai delinquenti di fuggire facilmente tra le campagne che circondano le contrade.

Siamo di fronte ad un gruppo organizzato monocefalo, pare sia un’organizzazione con più squadre. Sono criminali di professione. La nostra amministrazione dialoga continuamente con i Carabinieri ha dichiarato ai nostri microfoni il Primo Cittadino, Alessandro Rizzo.

Numerose le idee avanzate dagli stessi residenti per arginare il fenomeno, emulando i cittadini della vicina Giovi, quali ronde e appostamenti per supportare le forze dell’ordine.

Posizione divergente quella assunta dal Primo Cittadino, che le definisce misure “fuorvianti”, esortando, al contrario, a una maggior solidarietà tra i residenti.

“Iniziative spontanee come le ronde stanno determinando, in altri territori, problemi non di poco conto quali, in primis, la dispersione delle (poche) risorse statali a disposizione. Negli ultimi giorni ci sono stati allarmi inutili, segnalazioni inefficaci di  ronde che si sono denunciate l’una con l’altra. Tutto ciò rende ancora più faticoso il lavoro degli stessi agenti”.

Da qui un vero appello ai cittadini a mantenere uno stato di allerta elevato, “prestando l’orecchio” anche al cane del vicino.

Due le coordinate: percepire il pericolo e segnalarlo ai numeri di emergenza.

Sulla questione videosorveglianza, all’indomani del vertice comunale tra Vincenzo Napoli e la Questura al fine di debellare il fenomeno, così Rizzo:

“Si tratta di una misura da calibrare sul territorio, frutto di un dialogo costante con la Polizia di Stato. Ma occorrono prima di tutto le risorse economiche, che purtroppo lo Stato non fornisce. Far ricadere questi costi sul bilancio di un piccolo comune significa dover pianificare interventi estremamente costosi”.