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Salerno: morto Dipo, straniero senza fissa dimora. Il ricordo dei volontari.

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Salerno: morto Dipo, straniero senza fissa dimora. Il ricordo dei volontari.

E’ morto ieri Dipo, lo straniero senza fissa dimora di Salerno, conosciuto da tutti come Ciro. I volontari della zona lo ricordano con parole d’affetto

Ieri la città di Salerno ha visto la scomparsa di un altro straniero senza fissa dimora: Dipo. Conosciuto da molti come Ciro, viveva la zona di via Carmine e in passato aveva lavorato presso il supermercato di via Piave. A causa di problemi di dipendenza dall’alcol perse il lavoro e la casa, finendo così per strada.

Molti lo ricordano con affetto e tra questi Rossano Braca di Venite Libenter scrive: “Ieri è morto il terzo clochard ancora più giovane degli altri due precedenti. Da mesi ci supplicava di aiutarlo a trovare un luogo dove stare perché non si sentiva bene e voleva potersi curare. Anche per lui la calda accoglienza di una cella frigorifera in ospedale”.

Anche il presidente dell‘Ufficio Diocesano Migrantes, Antonio Bonifacio, rivolge un pensiero al povero Dipo: “Dipo era una PERSONA, era un FRATELLO, era un AMICO molto caro a tutti i volontari dell’Accoglienza dai Missionari Saveriani

Avevamo imparato a volerlo bene per come era
con le sue fragilità che spesso lo portavano a non prendersi cura di sé,
con la sua storia fatta di tentativi di sopravvivere
con la sua sensibilità che lo portava a commuoversi per quel che accadeva, per quel che ricordava
con la sua speranza, al limite dell’illusione, di poter riprendersi la vita in mano, di riuscire ad abbandonare il suo falso “amico”
con il suo sorriso, come un ragazzo dopo una marachella, che cercava sostegno e ricambio dall’altro
con la sua capacità di fidarsi ed affidarsi a chi gli tendeva una mano
con la sua silenziosa presenza
con il suo stare ad osservare ciò che accadeva
con la sua ricerca di affetto, conforto, incoraggiamento quando faceva qualcosa di bello, qualcosa di importante, quando superava qualche difficoltà o resisteva alla tentazione del lasciarsi andare.
Oggi lo vogliamo ancora bene e, come già accaduto con altri scomparsi prima di lui ma con i quali abbiamo incrociato le nostre viste, ci mancherà all’apertura del cancello, ci mancherà durante la cena, ci mancherà la mattina, ci mancherà alla sua panchina luogo caro dove sapevamo prima o poi di ritrovarlo… un caro pensiero ed una preghiera dai volontari dell’Accoglienza dai Missionari Saveriani.”