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Salerno, a casa il piccolo Ernesto Maria: era nato a 29 settimane dopo rottura delle membrane

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Salerno, a casa il piccolo Ernesto Maria: era nato a 29 settimane dopo rottura delle membrane

È tornato a casa il piccolo Ernesto Maria, nato a 29 settimane in seguito ad una gravidanza a rischio. A seguire il caso, il professor Raffaele Petta

Gioia grande per la famiglia Sica: finalmente è a casa il piccolo Ernesto Maria! Incontenibile la gioia della mamma Maria Giuseppina, insegnante 39enne e del papà Emilio, commerciante 39enne.

La gravidanza da subito aveva presentato dei problemi con emorragie e distacco della placenta per cui si erano rivolti al professore Raffaele Petta che più volte aveva ricoverato la paziente. A 24 settimane la doccia fredda: improvvisamente si erano rotte le membrane con fuoriuscita di tutto il liquido amniotico.

La situazione era complessa perché bisognava prendere una decisione tra interrompere la gravidanza per evitare il rischio di una gravissima infezione – che poteva portare a morte la paziente – o far continuare la gravidanza sperando di arrivare ad un’epoca compatibile con la vitalità del feto (30-32 settimane) – afferma il professore Raffaele Petta. Mariagiuseppina non ha avuto esitazione e pur consapevole dei rischi tra cui lo shock  settico che poteva portare alla morte, ha deciso di proseguire la gravidanza. Ricoverata,ho disposto controlli giornalieri per monitorare gli indici di eventuali infezioni“.

Il primo giugno sono subentrate delle contrazioni intense non dominate dai farmaci, per cui alle 9:52 è venuto alla luce il piccolo Ernesto Maria con un peso di 1190 grammi, lungo 37 cm, emettendo un vagito. Purtroppo, per mancanza di posti alla Terapia Intensiva Neonatale è stato subito trasferito all’Ospedale di Nocera, dal quale è stato dimesso nella giornata di ieri con un peso di 2.300 grammi.

“È stato dolorosissimo sapere che il mio bimbo veniva trasferito in un altro Ospedale. Non poterlo vedere, accarezzarlo, coccolarlo, fargli sentire l’odore della mia pelle: è stato terribile”. Queste le parole della mamma, che prosegue: “Appena dimessa sono corsa da lui per fargli sentire quanto gli ero vicina. Mi auguro solo che altre mamme non vivano questa bruttissima esperienza; non c’è niente di più brutto di vedere allontanato il proprio cucciolo. Il mio piccolo si chiama anche Maria per ringraziare la Madonnina che lo ha protetto durante tutto il Suo mese”.

“Un grazie per la immensa professionalità e disponibilità al professore Petta ed un grazie a tutto il Personale della Gravidanza e rischio, del Reparto di Ostetricia del Ruggi e della Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale di Nocera, che hanno consentito che si realizzasse questo mio  sogno!” conclude Maria Giuseppina.