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Salerno, cellulari sotto le mattonelle per i detenuti del carcere di Fuorni

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Updated on 4 July 2020 17:26
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Nascondevano alcuni micro telefoni sotto le mattonelle del carcere: ecco quanto scoperto durante un blitz nel penitenziario di Salerno, a Fuorni

23 micro telefoni cellulari, 12 smartphone e dei coltelli rudimentali: ecco quanto scoperto durante un blitz nel carcere di Fuorni, nella città di Salerno.

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Il maxi-sequestro è avvenuto da parte della Polizia Penitenziaria nella notte scorsa. Ad aver disposto la perquisizione ed il sequestro è il Provveditorato di Napoli, con la direzione ed il comando del carcere di Salerno. La Polizia Penitenziaria ha condotto il blitz notturno, coordinata dal Dirigente Aggiunto Pasquale Colucci, direttore UST, e dal Commissario Capo Andrea Apolito in forza dei nuclei operativi TP della Regione Campania, congiuntamente al personale di servizio.

Secondo quanto riportato su Salernonotizie.it, ad esprimersi in merito è Vincenzo Palmieri, segretario Regionale OSAPP Campania che afferma:

Gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato 23 micro telefoni cellulari e 12 smartphone, occultati dietro le mattonelle e coltelli rudimentali nascosti nei posti più impensabili. Durante le operazioni, ci sono stati tentativi di eludere i controlli del personale addetto la vigilanza per non essere perquisiti e quindi scoperti”.

Lo stratagemma, all’interno del carcere di Fuorni, prevedeva l’occultamento dei telefoni all’interno dei materassi, in fessure degli armadietti, nei cesti della spazzatura e alcuni anche nelle parti intime dei detenuti stessi. Ma la maggior parte dei dispositivi mobili è stata rinvenuta da parte della Penitenziaria di Salerno tra i detenuti reclusi per reati comuni o di media sicurezza. Quest’ultimi avevano occultato i cellulari sotto le mattonelle e poi riattaccate con una colla creata con detersivo e farina.

Il ritrovamento di oggi nel carcere di Salerno di oltre 50 oggetti rudimentali atti ad offendere come piccoli coltellini e lame, pongono di nuovo l’attenzione sulla situazione carceraria e sulle eventuali proteste che in esse si possono ripresentare. Il rischio del riaccendersi di rivolte non è ancora passato ed i ritrovamenti di telefonini ed armi evidenziano la fragilità del sistema carcerario e di come gli istituti penitenziari campani siano sotto il controllo dei delinquenti. Serve che lo stato riprenda il controllo delle carceri altrimenti ci aspetta un estate molto calda in tutti i sensisono le parole del Segretario Generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria Aldo Di Giacomo.

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