Salernitana-Avellino, un derby infinito anche ad una categoria di distanza



Salernitana
pH photo ianuale

Tra l’arrivo di Ezio Capuano e la celebrazione del Minala day, la settimana appena trascorsa ha incrociato di nuovo i destini di Salernitana ed Avellino

Lo spettro del cavalluccio marino che continua ad infestare la tana del lupo, come in una specie di horror story che ha unito ancora una volta i destini di Salernitana ed Avellino sotto un unico vessillo battente nuovamente colore granata.

Nonostante la separazione di categoria, infatti, quelle appena trascorse sono state delle giornate totalmente da dimenticare per i tifosi irpini, costretti a fare i conti con un inedito anticipo del periodo di Halloween in cui gli incubi del passato sono tornati a proiettare la propria ombra sulle gradinate del Partenio.

La prima avvisaglia è arrivata nel match di campionato disputato domenica scorsa, quando la provincia paganese ha imposto il suo diktat per mano dell’ex brasiliano granata Caetano Calil che nei minuti di recupero ha fissato il punteggio sul 3 a 1, lo stesso del derby datato settembre 2015 quando un altro brasiliano fu il protagonista assoluto di una bella giornata di fine estate. Se quella, però, fu solo una semplice sconfitta di inizio campionato, l’incontro di domenica ha rappresentato una vera e propria Caporetto per l’allenatore Giovanni Ignoffo sostituito a sorpresa dal “nostrano” Ezio Capuano, giunto in terra irpina al grido di “tiratemi fuori il video in cui offendo questa città”. Per la serie il lupo perde il pelo, ma non il vizio.

La “red week” irpina è poi proseguita anche nella giornata di martedì 15 ottobre, quando l’evangelista Matteo ha lasciato il posto di santo patrono della città a Joseph Minala per quello che è stato fin da subito definito come il Minala day. Gli echi del ritornello di Vasco e della sua “Come nelle favole” modificata per l’occasione in “perché, perché, all’ultimo minuto tutto il Partenio muto” hanno fatto da colonna sonora alla miriade di post pubblicati su Facebook e nelle storie di Instagram, immediatamente ripostate dal calciatore camerunense che sul suo profilo ha creato un vero e proprio diario amarcord della giornata.

Selfie, fotomontaggi e ricordi dello “gnummazzo granata” hanno costituito il leit motiv di quella che da due anni a questa parte è diventata una vera e propria ricorrenza da festeggiare e tramandare , perché, come recita uno dei tanti commenti sparsi in giro per i social, “vincere è bello ma farlo con un gol allo scadere recuperando due reti di svantaggio a casa loro, non ha alcun prezzo.”

Ma se è vero che non sempre ci può essere limite al peggio, l’ennesima mazzata biancoverde in ambito sportivo è arrivata anche mercoledì sera quando l’armata Felice Scandone ha dovuto cedere il passo alla matricola Virtus Arechi, capace di imporsi con il punteggio di 78 a 62 sul parquet del Pala Del Mauro.  “Almen nda chest ern ancor brav, “  commenta qualcuno tra gli highlights della partita a fare da chiosa ad una settimana nera, o per meglio dire granata, per lo sport avellinese.

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