Rigori fatali al Salerno, i blugranata salutano scudetto e stagione

Cala il sipario sulla stagione del Salerno Calcio. Ad Umbertide, il team di Perrone viene battuto 5-3 dal Teramo dopo i calci di rigore (1-1 al termine dei 90’) e dice addio alla finale della poule scudetto. A Gubbio, sabato prossimo, si contenderanno il titolo di “campione d’Italia” di Serie D la squadra abruzzese e l’Unione Venezia, che nel pomeriggio aveva superato sempre ai rigori il Martina Franca con il punteggio di 5-2 (anche questa partita si era chiusa sull’1-1 ai tempi regolamentari).

Lotito, presente sugli spalti del “Morandi” insieme a Pagni e al direttore organizzativo Russo, era stato chiaro, voleva questo scudetto. Ora dovrà “accontentarsi” della promozione in Lega Pro.

Perrone deve fare i conti con un forfait dell’ultimo minuto: Caputo, che aveva subito un colpo alla caviglia nel corso della rifinitura, parte dalla panchina. Non ce la fa, invece, Montervino, che si accomoda in tribuna. In mediana, esordio dal primo minuto del giovane Carletti. Cappellacci, dal canto suo, deve rinunciare al febbricitante Masini, argentino con una breve parentesi nella Salernitana Calcio.

La partita. Si gioca su ritmi molto blandi, complice il caldo e le fatiche di fine stagione. Parte bene il Salerno, che al 10’ colpisce il palo con Polani. Due minuti più tardi risponde il Teramo con Bucchi che punta la porta avversaria, decisivo l’intervento in chiusura di capitan Giubilato. Al 13’ Salerno nuovamente vicino al gol con De Cesare, che impegna severamente Cappa su calcio di punizione.  Col passare dei minuti i ritmi calano vistosamente e le emozione latitano, ma al 31’ gli abruzzesi costruiscono la prima vera occasione da gol: Bucchi lancia Petrella che, a tu per tu con Iannarilli, scarica addosso al portierino scuola Lazio, abile a chiudere lo specchio della porta e a mantenere il risultato della prima frazione di gara sullo 0-0.

Ripresa. Nessuna sostituzione da ambo le parti e partenza che sembra promettere meglio del primo tempo. Al 9’ spunto di Gustavo che dalla sinistra serve De Cesare, il toro di Mariconda incorna di testa ma la sfera termina nuovamente sul palo e la retroguardia abruzzese si rifugia in corner. La porta avversaria sembra stregata per il Salerno, ma sul susseguente calcio d’angolo De Cesare disegna una traiettoria che trova puntuale l’inzuccata di Polani per l’1-0 blugranata. Il Teramo subisce il colpo e la partita sembra mettersi sui binari giusti per l’11 di Perrone, ma al 20’ De Fabritiis fa partire un traversone che trova colpevolmente impreparata l’intera difesa salernitana e Iazzetta può comodamente ristabilire la parità, siglando l’1-1 a pochi passi da Iannarilli. Tutto da rifare per il Salerno, che al 23’ ci riprova con Gustavo sugli sviluppi di un corner del solito De Cesare, ma il colpo di testa del brasiliano è debole e non impensierisce Cappa. Al 31’ Perrone lancia nella mischia Caputo al posto di un esausto Polani. Al 35’ il Teramo prova a pungere con un sinistro dal limite di Vitone che trova pronto alla respinta Iannarilli. Non succede più nulla e il profilarsi dei calci di rigore induce Perrone a favorire, nei minuti finali, l’ingresso di Proia e Chiavaro rispettivamente al posto di Carletti e Calori. Dal dischetto, decisivi gli errori di Chiavaro e Puglisi.

Il Salerno esce a testa alta e termina una stagione sicuramente soddisfacente, culminata col raggiungimento dell’unico vero obiettivo: il ritorno tra i professionisti.

 

Emanuele Pellegrino