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Ravello, strangolata e rinchiusa in una cassapanca

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Updated on 1 November 2020 2:00
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Dopo ore d’interrogatorio e indagini, non ci sono più dubbi: Vincenza Dipino ha confessato di aver ucciso la vittima e di averla poi adagiata in una cassapanca nella sua stessa abitazione di Ravello

Un triangolo amoroso sembra sia alla base della macabra vicenda che ha colpito nella giornata di ieri, Ravello e tutta la Costiera Amalfitana. 

Un cadavere rinvenuto in una cassapanca e una storia di sospetti e passioni amorose. Una vita spezzata, quella di Patrizia Attruia, 48 enne originaria dell’Agro nocerino, trasferita con il compagno a Ravello, in via San Cosma, nei pressi del Santuario, ospiti di Vincenza Dipino, una donna che aveva deciso di tenerli in casa dopo che era morta sua madre.

Ed è stata proprio della donna, tanto gentile e premurosa ad uccidere Patrizia, accecata dall’amore per suo marito.

ravello
Triangolo amoroso finito in tragedia

L’autopsia dovrà stabilire con certezza le cause dalla morte. Per ora il medico legale Giovanni Zotti ha dichiarato: «Quel che è certo è che Patrizia Attruia è morta per soffocamento. Ora sarà necessario capire se si è difesa, cosa che penso, e quanto tempo ci sia voluto prima che spirasse».

«Solo l’esame autoptico – continua il medico legale – potrà chiarire tutti i dettagli di questa triste vicenda. Potremo così scoprire se vi sono tracce di dna sotto le unghie della vittima, sapere se la stessa ha tentato di difendersi e quando tempo sia trascorso prima che morisse. Non è detto che il soffocamento possa portare a una morte immediata. Da un primo esame esterno abbiamo appurato che è morta per soffocamento, ma ci sono altri segni che vanno analizzati e comparati anche a fronte delle rivelazioni che farà la persona arrestata nel corso degli interrogatori. Attendo di coordinarmi con il sostituto procuratore Cristina Giusti, titolare dell’inchiesta, per procedere all’esame e contribuire a far luce su questo omicidio».

 

fonte: Il vescovado