Quanto vale un CD?



Ne abbiamo pile intere nelle nostre case e abbiamo comprato torri, scaffali e cassetti per riporli in ordine alfabetico o di pubblicazione. Abbiamo fatto grandi viaggi per trovarli, il più delle volte li compravamo alla cieca, senza conoscere il contenuto ma vedendo solo la copertina e sentendo il genere dell’artista. Li maneggiavamo con cura per non rovinarli e stavamo attenti a non farli cadere o graffiare. Appena avevamo 20 euro (o 40.000 lire) il nostro pensiero era quello di fare un giro in un negozio di musica o in un megastore per prenderne uno e non vedevamo l’ora di tornare a casa per ascoltarlo e cominciavamo ad accendere l’autoradio per dare il primo ascolto.

Come avete capito stavamo parlando dei CD, il simbolo della musica della nostra epoca. L’elemento che distingueva la generazione che va dai primi 90 agli inizi del 2000, quella che ha seguito l’epoca dei vinili e ha preceduto la generazione dei youtuber. Ma nonostante tutto questo, il CD continua ad essere un oggetto intramontabile, ambito da tante persone. Abbiamo spesso sentito parlar male di loro dicendo che hanno perso il loro vero valore e sono diventati “roba da collezonisti”.
Allora noi di ZerOttoNoTe ci siamo domandati: “Ma quanto vale un CD?”

Con le nuove tecnologie, la realizzazione di un CD non è più quel traguardo inaccessibile, ambito dai musicisti come la consacrazione di una carriera sudata. Basta un corso di qualche centinaia di euro, altre due per un buon programma, un computer di casa e qualche microfono decente, ed ecco qua il tuo studio di registrazione personalizzato. Chi ha avuto la possibilità di spendere questi soldi e avere uno spazio a disposizione ha già realizzato nel proprio garage una sala recording, trasformandosi in produttori artistici. Il loro prodotto viene offerto ad una cifra che si aggira tra i 70 e i 100 euro ad incisione.

Con prezzi cosi abbordabili è normale vedere gruppi non molto famosi avere già un bel numero di registrazioni alle spalle. Eppure, al giorno d’oggi la risposta è sempre la stessa: “non è più semplice se mi passi il canale di youtube?”. E davvero grazie a youtube se il nostro supporto preferito sta andando nel dimenticatoio. Più veloce, più facile, più economico rispetto all’idea di spendere dai 10 dai 20 euro, soldi che potrebbero essere usati per bere in un locale mentre si ascolta una band dal vivo. Ormai la musica è un prodotto talmente accessibile che tutti ascoltano tutto, e da questa situazione sorge anche il problema dell’artista in se, che non riesce ad offrire un prodotto innovativo e competitivo.

Il CD ormai è diventato nel pensiero comune “Roba da collezionisti”, un oggetto che solo i veri appassionati del genere o della artista si possono permettere. Perchè ormai è intuile andare in un negozio di musica per comprare un qualcosa che posso trovare su Youtube, Spotify, MP3 downloader e Torrent e tanti altri supporti gratuiti, magari che ti fanno vedere anche il videoclip. Ma questa generazione non potrà mai provare quella sensazione di comprare l’album del proprio artista preferito nel negozio di musica, aprire il cellophane attentamente senza rischiare di graffiare la coperitna, mettere con due dita il cd nello stereo e passare due ore di ascolto disteso sul letto o sul divano.

 

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