Il Premio Strega Paolo Zardi ospite della rassegna Libri Corsari

Paolo Zardi, nella vita ingegnere, ha vinto il Premio Strega con il libro “XXI SECOLO”. Insieme alla “Neo.” la casa editrice indipendente con cui collabora, è stato ospite ieri sera della rassegna “Libri Corsari”

Nella libreria Nuceria BookStore di Nocera Inferiore ha avuto luogo il primo appuntamento della nuova edizione di “Libri Corsari”, la rassegna letteraria curata da Davide Speranza con la collaborazione di Polis Sa. Paolo Zardi, con il suo editore Francesco Coscioni, è stato l’ospite della prima serata: vincitore del Premio Strega con il suo ultimo libro “XXI SECOLO” e autore autorevole di racconti, stimato anche all’estero, tanto da guadagnarsi la definizione di “miglior scrittore di racconti vivente”.

Paolo ZardiPer la prima volta Paolo Zardi, però, si è cimentato nella scrittura di un romanzo. Il risultato è stato soddisfacente: il libro, oltre ad aver vinto l’ambito premio letterario della cultura popolare (come lo ha definito Coscioni), ha ricevuto molti complimenti anche dalla stampa e dai giovani. Il tour rituale del premio ha portato i candidati a Roma per i saluti al Presidente della Camera Laura Boldrini e, poi, a Modena per la presentazione in una scuola. Le letture di Simona Tortora (Artenauta Teatro) sono state introdotte dall’editore, che ha anche raccontato del rapporto di amicizia che lo lega con l’autore.

Paolo Zardi è un uomo comune, così come comune è il protagonista del suo libro. «Il tempo per gli eroi è finito; oggi viene considerato un eroe chi si prende cura degli altri, senza super poteri» – dice, prima di raccontare della sua passione per la scrittura, che esercita quasi sempre in lunghi viaggi in treno in cui, dopo aver accumulato qualche spunto creativo, mette nero su bianco le sue idee dando vita ad i suoi racconti. E’ spiritoso, scherza con il pubblico presente in sala e rende l’atmosfera molto più colloquiale. In quel momento, rispondendo alle domande del giornalista Davide Speranza, il suo tono sembra confidenziale, cerca di inquadrare la società italiana attraverso un linguaggio “dolcemente crudo”.