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Precariato, ieri l’incontro organizzato da “Oi nè”

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Precariato, ieri l’incontro organizzato da “Oi nè”

Ieri sera, presso il circolo Arci Mumble Rumble (Pastena), si è tenuto l’incontro “Se faccio un figlio lo chiamo Precario” nell’ambito della rassegna Oi ne’ – esperimenti provinciali. Discussione aperta sul tema del precariato, ma non solo: arte, musica e scrittura hanno accompagnato l’intero svolgersi dell’evento

[ads1] Il precariato: una piaga sociale che affligge i giovani e non solo della nostra terra, costretti a vivere nell’incertezza, nell’impossibilità di progettare il proprio futuro, guardando gioco forza in faccia ogni giorno il cupo volto dell’instabilità.

Da due anni, un gruppo di ragazzi che già dal nome, “Oi nè” fanno chiaramente intendere il loro fine: risvegliare le coscienze, mettere in luce le problematiche, collegando forme d’arte con temi sociali;”Siamo ragazzi con esperienze eterogenee che si sono uniti per creare un format letterario, cercando di unire temi sociali ed esistenziali della nostra generazione e sviluppo di arte e cultura”, queste le parole di Giuseppe Criscito, uno dei fondatori di “Oi nè- esperiementi provinciali“.

Precariato, ieri l'incontro organizzato da "Oi nè"
Presentazione libro “Capitale Periferia”

L’evento di ieri si è articolato in vari momenti:all’inizio della serata, i ragazzi di “Oi nèGiuseppe Criscito ed Emanuele Siano, affiancati dal giornalista della Città Davide Speranza e da Francesco Savastano del Festival Precario hanno presentato il libro “Capitale Periferia“, un testo eterogeneo composto da 14 testi di 12 autori differenti, con l’aggiunta di 4 fotografie.

Questo è uno dei primi prodotti del lavoro dei ragazzi di “Oi nè“, infatti nei primi 2 anni di attività, oltre al tema del precariato, hanno portato al centro della discussione il tema della periferia: “Organizzammo un evento simile a questo, in cui analizzammo la periferia dal punto di vista architettonico, come luogo fisico, dal punto di vista filosofico, come filosofia sulla periferia, e dal punto di vista sociologico, come analisi di ciò che è escluso; tutto con l’ausilio di docenti universitari. Riuscimmo ad intrecciare tre discipline su un unico tema e il libro che oggi presentiamo rappresenta il frutto di quel lavoro“, continua Giuseppe Criscito.

La serata è poi continuata con un reading letterario chiamato “Pre-cario diario:” 8 autori affrontano la settimana del precario, formata da 8 giorni (dal lunedì al lunedì), il tutto con l’accompagnamento musicale al pianoforte.

Precariato, ieri l'incontro organizzato da "Oi nè"Questi 8 testi hanno affrontato il tema del precariato, calandosi nella situazione di chi  non riesce ad immaginarsi un futuro al di là del proprio contratto a termine: l’essere precari sul lavoro fa ripercuotere poi questa situazione anche nei rapporti personali, manca la terra sotto ai piedi e tutto è governato dall’instabilità.

L’idea è quella di continuare il progetto Oi nè, abbiamo prodotto materialmente “Capitale Periferia, libro frutto del nostro lavoro che è una prima risposta. Il tema centrale del libro è la periferia ma ci sono 4 scritti all’interno chiamati “scritti precari”: 4 autori  si interrogano sulla precarietà. La serata di oggi vuole essere un trampolino di lancio per iniziative che indaghino sul termine precario, che è una condizione umana ed un fenomeno sociale allo stesso tempo. Esistono tante forma di precariato, con la settimana precaria abbiamo iniziato questa indagine, da oggi proveremo a coinvolgere le persone in questa sfida, il nostro intento è dare dei termini comuni per parlare di precarietà in modo da iniziare a comprenderci, costruendo un dialogo“, queste le parole di Emanuele Siano, a conclusione della serata.

L’iniziativa si è poi conclusa con mostre estemporanee su pannelli di giovani artisti salernitani. [ads2]