Le pietre di Camerota trasportate a rifiuto in discarica



In piazza S.Vincenzo, in seguito a uno scavo per lavori Enel, riemergono dal letargo bitumato, le “chiappòle”, pietre dell’antica pavimentazione. Trasportate a rifiuto in discarica

Sicuramente non sono le millenarie pietre di Venezia lodate da John Ruskin in “The Stones of Venice” (1853), ma quelle riaffiorate in questi giorni a Camerota possiedono, ugualmente, una loro valenza storica e, con un po’ di presunzione, anche una certa istanza artistica. Segni indelebili di una generazione che ha tramandato ai posteri la propria città di un grado superiore rispetto a come l’aveva ricevuta in eredità.

Piazza S.Vincenzo
Foto d’archivio a cura di Vicente Antonio Scarpitta

In questi giorni l’Enel sta effettuando dei lavori per potenziare ed interrare la linea elettrica. In piazza S.Vincenzo, dinanzi all’attuale sede del Municipio (ex scuola elementare), dalle operazioni di scavo a sezione obbligata riemergono, dal letargo bitumato dei primi anni ’90, le “chiappòle”. Trattasi di pietre cavate in loco, levigate e disposte asimettricamente con elevato gusto estetico, ed a “mestiere” da manovalanza esperta. Il lastricato della suddetta piazza risale agli inizi degli anni ’60, durante il secondo quadriennio del sindacato dell’avv. Giovanni Mazzeo, allorché, specie nell’ultimo anno del mandato, il 1964, vi fu una certa operosità in opere pubbliche: “Il minimo delle comodità, cui una popolazione possa aspirare”.

A seguito della posa in profondità del tubo corrugato, nelle operazioni di rinterro, le pietre anziché essere ricollocate nella posizione originaria sono state trasportate a rifiuto in discarica, come ci è stato riferito dagli addetti ai lavori. Ad altre pietre accumulate dentro il perimetro del cantiere toccherà la stessa sorte alla ripresa dei lavori. Ma siamo sicuri che poi realmente giungeranno in discarica? Ogni buon manovale è conscio che trattasi di pietre non da rifiuto.

L’impresa che sta eseguendo i lavori sicuramente  non poteva sapere che sotto il manto di catrame ci fossero nascoste le “chiappòle”, però una volta rinvenute le stesse avrebbe dovuto essere più attenta o, quantomeno, chiedere precise disposizioni in merito. Il Comune, dal canto suo, questo avrebbe dovuto saperlo prima di autorizzare i lavori, in modo da informare preventivamente i tecnici dell’Enel di questa problematica che sarebbe emersa nello scavare in piazza S.Vincenzo. Nonostante tutto, è buona prassi che un tecnico comunale assista sempre ai lavori di terzi nel proprio territorio, affinché controlli che gli stessi siano eseguiti nel rispetto di quanto concordato e per risolvere, in maniera dignitosa e decorosa, eventuali imprevisti in ogni fase di avanzamento.

L’auspicio è che nel prosieguo dei lavori le pietre vengano ricollocate nella loro posizione originaria, indipendentemente dallo strato finale di calpestio, che verosimilmente sarà in cemento. E che chi di dovere, si attivi urgentemente per il recupero di quelle già trasportate in discarica. Perché, nel palazzo del potere e delle decisioni, sicuramente vi sarà – in un futuro, speriamo prossimo – senz’altro una persona lungimirante, con una certa sensibilità verso alcune tematiche, che voglia riportare piazza S.Vincenzo agli antichi splendori.
Le tracce del passato, già soggette all’ incuria ed a quel giudice severo che è il tempo, non possono essere minacciate anche dalla superficialità, dalla negligenza e dallo sciacallaggio umano. – Camerota 5 Ottobre 2015

 

La foto d’archivio in alto, tratta dalla pagina facebook Squarci Camerotani, è di Vicente Antonio Scarpitta

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