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Pedofilia in rete: indagati anche due salernitani

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Updated on 24 November 2020 5:48
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Compravendita in chat di foto di minori: maxi blitz contro la pedopornografia. 13 denunce in diverse regioni italiane: indagati anche due salernitani

E’ stata smantellata, dalla Polizia Postale, una rete di pedofili che scaricavano a pagamento, da Internet, foto e video porno di minori. Sono 13 i denunciati in diverse regioni italiane e, tra questi, si contano anche due salernitani.

L’indagine, partita da Trieste e Udine, ha portato alla luce una rete pedopornografica costituita da utenti residenti in sei regioni italiane che si registravano su una piattaforma e chiedevano informazioni su ragazze, prescegliendo nazionalità, età, nome, tipologia e visione degli atti sessuali.

Sono state individuate pagine del servizio di pagamento digitale e trasferimento di denaro e alcuni forum con discussioni sulla Bibbia 3.0, un catalogo di immagini e video a carattere pornografico e pedopornografico di cui gli utenti della rete, dietro pagamento, richiedevano lo scaricamento digitale.

Il Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online del Servizio polizia postale e delle comunicazioni di Roma, attraverso forme di collaborazione internazionale e richieste di rogatorie alle autorità giudiziarie statunitensi, è riuscito a sviluppare numerose transazioni finanziarie dei conti PayPal e a identificare sia il gestore del sito che forniva le immagini pedopornografiche sia gli utenti che avevano richiesto, ottenuto e pagato il materiale pedopornografico.

La Procura di Trieste -come riportato dal quotidiano “La Città”- ha dato così il via a perquisizioni, personali locali e sui sistemi informatici, in Campania, Emilia Romagna, Marche, Lombardia, Piemonte e Veneto.

Molti dei controlli sono stati eseguiti anche da remoto in modo da non danneggiare le prove. È questo il caso di Salerno dove gli agenti dell’ispettore Antonio Buglione hanno controllato, all’alba di ieri, due salernitani, di origine cilentane, individuati nell’ambito dell’indagine.

Si tratta di un autista ultracinquantenne, sposato con figli, e di un 30enne celibe disoccupato. Al momento dell’arrivo della polizia delle comunicazioni non è stato trovato materiale pedopornografico, probabilmente cancellato ma già acquisito in precedenza grazie a una particolare strumentazione.