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Brigante, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Salerno: “Non si può lavorare come 40 anni fa”

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Brigante, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Salerno: “Non si può lavorare come 40 anni fa”

Comprendere i problemi strutturali di un ordine professionale guardando al futuro, anche in emergenza: Michele Brigante, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri commenta le prossime sfide che attende il settore

La redazione di Zerottonove.it ha raccolto la testimonianza di Michele Brigante, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Salerno, che ha parlato del futuro dell’intero comparto professionale alla luce dell’emergenza Covid-19. Tante le sfide (alcune già vinte), molte le idee già proposte ai tavoli del Governo e della Regione, con il Consiglio Nazionale e la Rete delle Professioni.

Le attività dell’ingegnere

L’Ordine deve essere un osservatorio, a servizio degli iscritti, e deve raccogliere le proposte o le idee, così come avvenuto in altre circostanze, come le emergenze dei recenti terremoti o calamità. Per questa emergenza sanitaria lo scenario che si presenta per la nostra professione risente della intrinseca complessità del nostro lavoro: l’attività dell’ingegnere è un po’ articolata. Vi è una fase che è quella dello svolgimento in proprio degli studi, poi vi è l’attività all’esterno nei cantieri, infine quella d’interfaccia tra pubblico e privato. In linea teorica l’ingegnere può continuare a studiare, anche grazie ai supporti informatici, se il lavoro è personale. Ma è difficile che tale attività si svolga da soli – spiega Brigante – perché ogni progetto è intersettoriale e multidisciplinare. Quindi i gruppi di lavoro e di studio hanno dovuto, in qualche modo, organizzarsi. Nell’ingegneria questo è meno difficile rispetto ad altri settori: siamo abituati ai sistemi informatici, anche di comunicazione a distanza. Ma cosa accade in un piccolo studio, per chi lavora da solo? Come si affrontano ora le necessarie spese per adeguare i sistemi di lavoro in questo momento così incerto e complicato?”

Tra le attività più importanti svolte dagli ingegneri vi sono quelle nei cantieri, ed hanno presentato grossi problemi nel momento in cui sono scattate le disposizioni delle ordinanze. “Ma è possibile o non è possibile? Devi andare o non devi andare? Devi fermare il cantiere o non devi?” – chiedono gli ingegneri. Brigante sottolinea come “Alcune fasi siano difficili da fermare. In merito si è discusso molto con i professionisti, chiedendo di di operare scelte di buonsenso, con grande responsabilità. I cantieri che era possibile fermare, sono stati fermati, altri come per le opere strategiche, ovviamente, non sono stati bloccati.”

Con diversi Enti territoriali sono sorti problemi durante queste settimane, parzialmente superate, attivando una rete di informazione capillare: “Non tutte le Pubbliche Amministrazioni sono modernizzate. Ognuna di queste ha fatto dei protocolli interni, per cui la gestione della cosiddetta ‘pratica tecnica’ – che nel nostro Paese è ancora legata al ‘faldone cartaceo con la marca da bollo’ – ha avuto un certo rallentamento, in quanto non è ancora pienamente ammessa la trasmissione telematica completa: questa esperienza ci fa capire che si può lavorare come si lavorava quarant’anni fa, ed occorre modernizzarsi. D’altra parte, un Paese che ha paura del progresso non ha futuro. A prescindere” – chiosa in modo inequivocabile Brigante.

Nota a margine per le Pubbliche Amministrazioni locali: “Quasi tutti i comuni hanno stabilito che alcuni documenti possono essere inoltrati con PEC, ossia le istanze più semplici (ristrutturazioni, SCIA, ecc.). – spiega Brigante – Le documentazioni quindi si possono trasmettere, e non per forza portarle all’Ente, con l’attivazione di un servizio di telefonate per fissare eventuali appuntamenti necessari. Fino ad oggi, almeno le procedure più canoniche sono state garantite. Sarebbe, tuttavia, auspicabile, una maggiore uniformità di comportamenti e scelte da parte degli Enti“.

L’Ordine e il lavoro di “cerniera”

Abbiamo cercato di affrontare i problemi strutturali della professione, dando il contributo a monte e a valle. In sede di formazione delle ordinanze abbiamo cercato di dare il nostro contributo, sia in campo provinciale, sia nazionale, insieme alle associazioni delle imprese, dei costruttori, delle altre professioni, per trovare soluzioni attuabili; questo tenendo aperto un dibattito aperto con i nostri colleghi in modo tale da uniformare i nostri comportamenti: c’è un protocollo che abbiamo condiviso e c’è grande senso di responsabilità. L’Ordine ha fatto da cerniera di collegamento tra monte e valle. Stiamo ragionando su un processo di semplificazione quantomai necessario, uniformandoci ad un mondo che deve stare nel terzo millennio.”

Il Presidente Brigante, pertanto, ha spiegato le modalità con cui vengono elaborate e somministrate le proposte ai diversi gradi: “Vi sono gli Ordini Provinciali, c’è il gruppo delle Federazioni Regionali, c’è il Consiglio Nazionale e la Rete delle professioni Tecniche. Le idee vengono raccolte e condivise con il nostro Consiglio Nazionale, che parla direttamente con il Governo, così come il gruppo regionale dialoga con la Regione. Tenendo conto delle realtà e delle esigenze locali, abbiamo formulato le diverse proposte, inoltrate al Governo, alle Regioni, ai Comuni. Molti gli argomenti urgenti: uno riguarda e temi della sicurezza sanitaria, da integrare ed adeguare alla luce di questa emergenza, anche nell’ambito della Legge del 2008, per la sicurezza dei cantieri e dei luoghi di lavoro. Argomenti indispensabili sono legati ai processi di semplificazione, perché ora molte procedure non sono attuabili. Abbiamo chiesto, a tutti i livelli, di accelerate per le liquidazioni dei lavori, per evitare l’esaltazione di crisi di liquidità “. Molti di questi argomenti sono anche sui media nazionali. Gli argomenti, anche quelli condivisi, sono in via di attuazione e di sviluppo normativo, nazionale e regionale. Purtroppo sarebbero necessarie risposte immediate, veloci, ma è anche comprensibile lo stato generale di complessità operativa a tutti i livelli“.

Brigante: “Sugli ingegneri costatazione triste, soprattutto per i giovani colleghi”

C’è molta preoccupazione nel mondo del lavoro e dei professionisti, e non solo ingegneri. Lo stop alla produzione ed alle entrate è stato improvviso e si è aggiunto ad una situazione pregressa già notoriamente critica. Purtroppo le spese di gestione ordinarie permangono, mentre non è in alcun modo possibile programmare le entrate. Altissima, perciò, l’attenzione per seguire e recepire le misure di possibile sostegno.

Infatti, dice Brigante, “Abbiamo notato come rispetto alle aperture fatte dalle Casse di Previdenza ed i contribuiti di sostegno della Regione e del Governo, il numero di professionisti che ha fatto la domanda sia elevatissima: centinai di migliaia, in tutta Italia. I liberi professionisti si trovano in grande affanno. Chi ha la Partita IVA non può essere considerato nemmeno disoccupato. Dalle notizie che abbiamo il 70% di loro si trova in una fascia medio-bassa di fatturato.”

Cosa cambia?

L’ingegneria non aveva limiti di spazio e dimensione. – anticipa il Presidente Brigante – Un ingegnere poteva progettare in Cina, come a Salerno. La globalizzazione dei mercati apriva prospettive di movimento, in tempi brevi, in qualsiasi direzione. Credo che per un periodo non breve sia utile ricalibrare il proprio spazio di interesse, ed il dominio geografico sul quale attenzionarsi. E questo è uno degli aspetti che maggiormente inciderà nella ripresa del nostro lavoro. Forse, nascerà un nuovo modello di lavoro. Da queste esperienze si traggono molti insegnamenti, ed occorre fare tesoro di quanto accaduto. Lavorare per un futuro diverso, in maniera diversa, è indispensabile. L’emergenza del Covid-19 ha dettato il passo per queste necessarie modifiche, e ne ha definitivamente mostrato la necessità. Abbiamo scoperto oggi lo smart-working, il lavoro agile, le riunioni in videoconferenza. Tutte cose che esistono da tempo, la cui utilità è venuta prepotentemente alla ribalta. Riduzioni di spostamento, ottimizzazione dei tempi (anche delle attese negli uffici), riduzione del traffico, abbattimento dei costi e delle spese (inutili). L’ingegneria, è servita anche a questo: a dare nuovi strumenti, inventare e produrre nuove tecnologie e nuovi linguaggi tecnici.”

Con una normale e quantomai giustificata nota di orgoglio, inoltre, Brigante porta l’esempio del suo Ordine: “Dal 9 marzo siamo in smart working, gli uffici sono stati chiusi al pubblico, ma non abbiamo registrato alcun ritardo ed abbiamo garantito tutti i servizi. Questo grazie ad un’eccellente risposta del nostro personale, all’azione decisa del Consiglio e l’impegno di tutti coloro che lavorano con e per l’Ordine degli Ingegneri. Ed anche con molta comprensione e partecipazione di nostri iscritti, che sono stati tempestivamente e pienamente informati. Le nostre riunioni sono continue, in videoconferenza, le Commissioni possono riunirsi lo stesso per via telematica e così via. Ed ieri abbiamo svolto il nostro secondo consiglio telematico e abbiamo approvato anche il bilancio consuntivo 2019, nonostante la possibilità – come stabilito dalla legge – di rimandarlo. Ma perché rimandarlo? Ecco, il tempo è un bene prezioso.”