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Notte dei Barbuti: “Il Fiore che ti mando l’ho baciato”

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Notte dei Barbuti: “Il Fiore che ti mando l’ho baciato”

In largo Santa Maria dei Barbuti, nel centro storico di Salerno, nell’ambito de La Notte dei Barbuti, diretta da Brunella Caputo, il Teatro Grimaldello porta in scena “Il fiore che ti mando l’ho baciato”

Lunedì 9 agosto, alle ore 21.30, in largo Santa Maria dei Barbuti, nel centro storico di Salerno, per la XXXVI edizione della rassegna estiva di teatro “Barbuti Festival”, nell’ambito de La Notte dei Barbuti, diretta da Brunella Caputo, il Teatro Grimaldello porta in scena “Il fiore che ti mando l’ho baciato”, con Anna Rita Vitolo, per la regia di Antonio Grimaldi.

Lettere sigillate. Custodite. Nascoste. Imbustate. Un mezzo antico, raro. Fortunati allora siamo, se tra le mani ci capitano quelle del passato. E se “ci capitano” è perché esistono i conservatori,  i nostalgici, i romantici. Una corrispondenza amorosa accompagna la storia che ora si narra. La guerra che scrive alla pace e la cerca, dalle trincee del primo conflitto al tormento di un amore a distanza. Le lettere tenevano in piedi una storia, di suggestioni e ricordi mai vissuti, e speranze e abbracci immaginati e gelosie, finché dopo cento anni, restano la voce e il palco.

Francesco medico tenente dell’esercito non sposò mai Stamura. Egli morì prima di tornare dal fronte, mentre un figlio fece beffa al tempo e alla morte. Lettere fatte di luoghi, di timbri e di censure. Lettere di fiori, di corpi, d’amore e nascita. Fino a noi. E allora può accadere che una storia personale e familiare, possa diventare memoria collettiva. Nato in occasione delle Celebrazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale, lo spettacolo porta alla luce le microstorie di cui ogni tragedia, anche odierna è fatta.

Frammenti di vita che, aldilà del tempo, ci appartengono. Questo racconto nasce dalla volontà della nipote Rosa Fusco e su iniziativa dell’Associazione Culturale “Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo” (presieduta da Antonia Lezza), presso la cui biblioteca è custodito il materiale inedito degli eredi Fusco.