Nocera, l’epilogo del processo sulla tratta delle badanti



Nocera, badanti ricattate in cambio della libertà

Si è chiusa pochi giorni fa la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolta una coppia residente a Nocera. Si tratta di Antonio Santaniello 53enne e Paula Liliana Chiras, romena irreperibile da tempo di 49 anni, con l’accusa di ricatto. Si tratta del processo sulla tratta delle badanti provenienti dall’Europa dell’Est, le quali sotto minaccia, erano costrette a versare il primo mese di stipendio ai due in cambio del proprio passaporto, dopo essere entrate regolarmente in Italia. Nel caso in cui si fossero rifiutate, non sarebbero più riuscite a tornare a casa.

Così, le famiglie che decidevano di prenderle a lavorare come badanti, pagavano una somma alla coppia poi finita sotto processo, pari a 120 euro per ogni lavoratrice. L’indagine iniziata già nel 2004 con la procura di Nocera Inferiore, la quale avviò il processo investigativo iniziato da Bari, è riuscita  a portare a galla la verità grazie alle intercettazioni telefoniche, durante le quali la coppia avrebbe avuto a che fare con numerose donne straniere.

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L’indagine fu coordinata dal sostituto procuratore Amedeo Sessa, in collaborazione con i magistrati pugliesi, che indagavano su un giro ben più numeroso, con al centro sempre donne della Romania e Ucraina.

Intanto i giudici del collegio presieduto dal presidente Donnarumma, oltre alla condanna per entrambi a tre anni e quattro mesi di reclusione, hanno escluso per entrambi le aggravanti e disposto l’interdizione dagli uffici pubblici per cinque anni.

Per aver violato la legge sull’immigrazione, è scattata invece la prescrizione. Le motivazioni saranno depositate entro sessanta giorni.

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