Monumento ai Beatles di Baronissi



Il monumento ai Beatles di Baronissi, una nuova Torre Tatlin?

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Qualche piccolo cenno, sul tributo ai Beatles, prima di analizzare i due monumenti riportati nel titolo.

Una torre alta 16 metri. Si innalza accanto ad una altro monumento in ferro, il ponte in via Aldo Moro. Un vero e proprio tavolo da gioco di un bambino che sperimenta il suo meccano o lo shangai.

Tubi in ferro racchiudono all’estremità, un diamante “un omaggio rievocativo” così, come riportato su Salerno Magazine, un omaggio alla canzone scritta da Lennon e McCartney, Lucy in the sky with diamonds.

Filari in ferro in tinta rossa, convergono verso l’alto, visibile dall’Autostrada Salerno-Avellino. Il direttore del Frac Massimo Bignardi, in una intervista, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “[…] è un faro, un riferimento che data l’altezza, consente di essere vista da Fratte […] richiamo simbolico al territorio dei “saperi” della facoltà di Medicina che ha sede proprio a Baronissi”.

Possiamo dire, osservando questi monumenti in ferro che, per Baronissi è cominciata la Rivoluzione Industriale, come imbattersi nel Crystal Palace di Paxton o nella Torre Eiffel.

 

A proposito invece, della Torre Tatlin (Monumento alla Terza Internazionale) che, prende il nome da Vladimir Yevgrafovich Tatlin (28 dicembre 1885-31 maggio 1953).

monumento

Architetto, pittore, esponente della Avanguardia russa degli anni venti del XX secolo. L’opera risente pienamente, dei sintomi della avanguardia, quali quello della negazione della base terrena (M. Sedlimay, “la perdita del centro”)

“[…] lega l’asse principale di un intero edificio e le singole parti di esso alla linea di gravità del filo di piombo”.

Nel progetto iniziale era prevista una altezza superiore alla torre Eiffel, circa 400 m. Il progetto prevedeva due spirali con uno sviluppo reciproco in senso contrario, con lo scopo di circoscrivere un volume conico. Una inclinazione rispetto al terreno che, doveva corrispondere all’asse terrestre. Una rete di cavi e sostegni doveva racchiudere tre edifici in cristallo sovrapposti.

Il monumento ed i suoi modelli, presentati a Mosca e San Pietroburgo nel dicembre del 1920, non entusiasmarono il regime poiché non consono alla loro immagine di Lenin; così come il tributo ai Beatles di Baronissi.

Ci troviamo anche qui, di fronte ad un caso di “propaganda artistica?”

Anche se i Beatles il loro monumento lo hanno avuto.

Un’opera originale, innovativa e come la Torre Tatlin può essere considerata anticonvenzionale “un monumento senza barba”. Una metafora della quale cerchiamo il significato ed il senso, come alla ricerca della Veronica biblica. Oppure una nuova iconoclastia?

 

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