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Milan-Salernitana 2-0: nulla da fare contro la qualità dei Diavoli

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Milan-Salernitana 2-0: nulla da fare contro la qualità dei Diavoli
foto di Alfonso Maria Salsano

La Salernitana torna da San Siro con un’altra sconfitta, vittima delle reti di Kessiè e Saelemaekers. Netta la differenza tra le due squadre

La Salernitana approda a San Siro per la 16esima giornata di Serie A. I granata di Colantuono affrontano il Milan di Pioli in lotta per la vetta della classifica.

L’ avvio di partita è decisamente di colore rossonero. Il Milan trova la rete del vantaggio dopo appena 5 minuti con Kessiè. Leao dalla sinistra supera due avversari arrivando sul fondo e crossa al centro dove l’ivoriano è bravo ad incrociare col mancino. La Salernitana fatica a trovare spazi e subisce la qualità degli avversari, che si rendono spesso pericolosi.

Al 13′ Diaz va vicino al raddoppio, colpendo il pallone in scivolata sul cross di Bakayoko. La sfera termina sull’esterno della rete. Passano solo 5 minuti, però, e il raddoppio arriva per davvero grazie alla rete di Alexis Saelemaekers. Il belga riceve da Diaz sulla destra, si sposta il pallone sul sinistro e calcia sul palo lontano dove non arriva Belec.

Il Milan gioca praticamente nella metà campo avversaria e va vicino al terzo goal diverse volte. La Salernitana tenta la reazione ma non riesce ad andare oltre la trequarti avversaria, trovando un solo tiro in tutta la prima frazione di gioco.

Nella seconda metà di gara il copione rimane invariato. La Salernitana non riesce mai a impensierire il Milan, che invece gestisce il doppio vantaggio e più volte va vicino alla terza rete. I rossoneri, inoltre, sono abili nello schermare Ribery, sempre raddoppiato e quindi privo di spazio per inventare la giocata. Gli ultimi 20 minuti della gara sono un rincorrere continuo, anche se in fondo per tutta la partita è questo ciò che ha fatto la Salernitana.

Si torna a casa con un’altra sconfitta, con la consapevolezza che non è certo sul terreno del San Siro che i granata devono giocarsi la salvezza. Ma resta l’amaro in bocca per una situazione, quella calcistica e quella societaria, che diventa sempre più insidiosa.