Migranti, nel fine settimana i funerali delle 26 vittime

funerali

Completate le autopsie sui cadaveri, i funerali si dovrebbero svolgere venerdì. Sarà proclamato il lutto cittadino e si spegneranno per mezz’ora le Luci d’artista

Si terranno entro fine settimana, probabilmente venerdì, i funerali delle 26 giovani migranti tratte a bordo prive di vita dalla nave spagnola Cantabria, attraccata la scorsa settimana nel porto di Salerno.

Concluse le autopsie sui corpi delle vittime, dal pool di medici legali coordinati dal professor Antonello Crisci consulente della Procura di Salerno, le salme sono state catalogate e fotografate nei volti, due di loro, riconosciute, altre, invece, ancora senza identità contrassegnate da un cartellino in caso di un futuro riconoscimento. Dopo il via libera della Procura saranno organizzati i funerali con una cerimonia solenne ma molto sobria, al cimitero di Brignano.

Alcuni giorni fa il sindaco Vincenzo Napoli ha annunciato di voler proclamare lutto cittadino proprio in concomitanza con le esequie «come segno doveroso di dolore e commiato nei confronti di queste giovanissime ragazze che hanno trovato la morte in una delle ennesime tragedie del mare. Faremo in modo che sia una celebrazione di semplicità assoluta, di eccezionale sobrietà ma, nei limiti del possibile, di grande solennità».Nella stessa giornata, simbolicamente, verranno spente le Luci d’Artista per trenta minuti.

Intanto proseguono in città e in provincia le manifestazione di cordoglio e ed in memoria delle vittime. Dopo la messa celebrata domenica nella chiesa di San Demetrio, ieri presso il duomo di Salerno si è svolta una veglia di preghiera organizzata dalle donne del centro italiano femminile comunale.
 “Noi donne  – ha dichiarato Maria Pia Perisano, presidente provinciale del Cif – crediamo che il sacrificio di tante donne e tanti uomini morti nel nostro mare non debba essere ricondotto ad uno dei tanti episodi di cronaca nera che sebbene turbino, abituano alla presenza della morte nelle nostre vite. Le donne arrivate già cadaveri sulla nostra spiaggia, avevano intrapreso, con coraggio, il cammino della speranza di un “altrove”, abbandonando ogni cosa e gli affetti, portando con loro soltanto la vita».

 

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