Miasmi, tavolo tecnico a Battipaglia: intesa tra gli enti interessati



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La causa ambientale dei miasmi di Battipaglia è stata affrontata questa mattina al Comune, insieme alla sindaca Cecilia Francese e all’assessore all’Ambiente Stefania Vecchio

Grande intesa e collaborazione istituzionale al tavolo che si è svolto questa mattina nella sala giunta del Comune di Battipaglia sulla problematica dei miasmi. L’incontro si è svolto alla presenza della sindaca Cecilia Francese e dell’assessore all’Ambiente Stefania Vecchio. Presenti il Presidente dell’Ato Rifiuti Salerno e delegato della Provincia Giovanni Coscia, delegato della Provincia di Salerno consigliere Angelo Cappelli, Pia Napoli consigliere delegato società Ecoambiente, responsabile TMB Vincenzo Apicella, Arpac dipartimento provinciale Salerno ingegnere Maria Rosaria Della Rocca; presidente C.G.S. in rappresentanza dell’Asi Gerardo Calabrese. 

Presente sia la società Palmeco srl, Nappi Sud srl, Logistica srl; il comandante della Polizia Locale Ten. Col. Gerardo Iuliano, i consiglieri comunali Giuseppe Bovi, Alfonso Baldi, Stefano Romano, il presidente del consiglio comunale Francesco Falcone, l’assessore Giuseppe Provenza. 

Il confronto

Ad aprire la discussione e il confronto la sindaca Cecilia Francese: “Prima di tutto mi preme ringraziare tutti voi che avete deciso di partecipare a questo tavolo tecnico vista la particolare situazione in cui vivono ormai da troppo tempo i cittadini battipagliesi.

La questione dei miasmi che inondano la nostra città è una delle priorità per la nostra amministrazione. Abbiamo avviato controlli attenti presso tutte le attività che trattato i rifiuti atteso che i miasmi provengono proprio dagli impianti che trattano questo tipo di materiale. E i controlli, attraverso la Polizia Locale, l’ufficio tecnico del comune e l’Arpac, sono stati estesi, per la prima volta, anche all’impianto Stir della zona industriale gestito dalla società provinciale Ecoambiente.

E lì abbiamo riscontrato dei problemi che sono stati oggetto di una relazione e di una richiesta alla Provincia per la messa in sicurezza di quel sito. Ma il problema dei miasmi coinvolge anche gli altri impianti presenti sul territorio e comunale e nelle immediate vicinanze, così come l’impianto di compostaggio di Eboli. E anche gli impianti privati.

Questo tavolo tecnico è stato convocato per raggiungere un accordo con tutti gli enti interessati per cercare una soluzione ai disagi che vivono i cittadini battipagliesi. Battipaglia non può continuare a subire queste aggressioni ambientali che ne pregiudicano la vita quotidiana dei propri cittadini.

La nostra città non può più ospitare altri impianti per il trattamento dei rifiuti, sia pubblici che privati. E in questo senso l’appello è rivolto alla Regione per evitare il rilascio di nuove strutture sul nostro territorio. Per questo nelle prossime ore la giunta approverà una delibera proprio per chiedere il blocco del rilascio di nuove autorizzazioni per impianti privati sul territorio comunale. 

Credo che tutti dobbiamo impegnarci per risolvere questo problema. Gli impianti devono lavorare seguendo le normative vigenti e non generando cattivi odori molesti che interessano la gran parte della città così come è accaduto fino ad oggi.  Per questo motivo credo che sia opportuno formare una task force per avviare controlli più attenti per realizzare un piano straordinario, con l’aiuto dei gestori degli impianti, per risolvere il problema dei miasmi nella nostra città.

Ed accanto a questo problema dei miasmi non possiamo sottacere la questione della conversione dello Stir in impianto di compostaggio. Contro questa ipotesi la nostra amministrazione si è schierata in maniera netta contro la realizzazione dell’impianto. Considerato che il nostro territorio ha già subito negli anni danni ambientali inimmaginabili dalle discariche mai bonificate alla presenza dell’impianto Stir, tra l’altro senza mai ottenere il ristoro ambientale promesso con l’intesa sottoscritta con il ministero, questa amministrazione  non ha intenzione di subire un ulteriore oltraggio verso la città e i propri cittadini, quindi è giunto il momento che ognuno faccia la propria parte”.

Relazione dell’assessore all’Ambiente Stefania Vecchio: L’odierno tavolo tecnico è stato convocato al fine di trovare una risposta risolutiva al problema miasmi che, ormai da anni, affligge gli abitanti di Battipaglia.

Soprattutto nei mesi più caldi dell’anno, infatti, accade che odori nauseabondi, con tutta evidenza prodotti da rifiuti, appestino l’aria, rendendola irrespirabile. Tale fenomeno si registra, in prevalenza, in serata, intorno alle 22.00, in un crescendo, e cessa intorno alle ore 7.00, ma non è raro avvertirli anche nell’intero arco della giornata.

La situazione è oggettivamente aggravata in considerazione della circostanza che il nucleo della zona industriale di Battipaglia è posto nelle immediate adiacenze dei quartieri di Sant’Anna e Taverna, nei quali, costantemente, si avvertono maggiormente i disagi olfattivi.

Da circa tre anni, però, anche il centro cittadino è appestato da odori nauseabondi, che rendono difficile la permanenza all’esterno e provocano non poche ricadute negative sulla Città e sul suo comparto  agricolo, lattiero – caseario e di trasformazione dei prodotti, di non poco momento visto che la Piana del Sele è divenuta un asse trainante della economia, imponendosi nel palcoscenico delle eccellenze non solo italiane, ma esportate e conosciute in tutta Europa e nel mondo.

Primi provvedimenti

L’Ufficio Ambiente del Comune ha avviato, fin dall’insediamento di questa Amministrazione lo scorso anno, riunioni con i gestori degli impianti, che  a vario titolo  trattano rifiuti, al fine di sensibilizzarli ad un più attento controllo gestionale.

Le continue, giuste, lamentele da parte dei cittadini ed i dati ricevuti a seguito delle attività dell’ARPAC, però, non sono confortanti poiché, contrariamente a quanto assicurato dai gestori, la realtà è ben differente e sconta, irrimediabilmente, le problematiche legate alla emergenza rifiuti che, soprattutto in estate,  si crea in Regione Campania ed all’aumento delle quantità degli stessi stoccate e trattate.

Da ultimo, poi, grava sulla intera vicenda il peso della assenza di una legislazione regionale sui miasmi, il cui iter di approvazione si spera possa procedere con speditezza al fine di corroborare le azioni poste in essere dai Comuni e dagli organi di controllo, in modo da non lasciare cittadini ed Amministrazioni in balia di problematiche che, oggettivamente, peggiorano la qualità della vita delle popolazioni residenti in questo territorio.

Tanto premesso, si chiede agli invitati a questo tavolo, ognuno per le proprie competenze di porre in essere quanto è nelle loro facoltà per non giungere alla prossima stagione calda estiva con le medesime criticità.

Ed in particolare: ai titolari degli impianti, una più attenta gestione dei processi lavorativi, improntati a maggior rispetto delle esigenze dei cittadini di non essere limitati nelle espressioni della vita quotidiana dalle esalazioni nauseabonde che provengono dalle attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti;  all’ARPAC di procedere nelle attività di monitoraggio e controllo degli impianti, assicurando  un fitto calendario di visite sia negli impianti che direttamente trattano rifiuti, sia in quelli che si occupano di logistica e trasporto degli stessi, onde pervenire ad una risoluzione del problema e migliorare  la qualità della vita degli abitanti di Battipaglia, allo stato compromessa dalla continua presenza di  odori nauseabondi.

Autorizzazioni della Regione e valutazioni

Alla Regione Campania ed alla Provincia di Salerno che nel concedere le autorizzazione relative a tali settori, valutino, anche in sede di rinnovo, la situazione esistente ed i disagi avvertiti dalla popolazione, posto che in pochi metri quadrati sono già operanti  ben sei impianti di trattamento dei rifiuti, uno pubblico, gli altri privati, e che posto immediatamente a confine di Battipaglia vi è il sito di compostaggio pubblico del Comune di Eboli.

La esatta valutazione di tali circostanze dovrebbe rilevare e sfociare nella imposizione di prescrizioni per la gestione più stringenti rispetto all’esercizio di dette attività, e, per non aggravare ulteriormente la situazione che già risulta compromessa, anche denegando le nuove istanze, e/o  riducendo le quantità e qualità dei rifiuti trattati per le autorizzazioni  in scadenza, data la impossibilità per il territorio ed i propri abitanti di sopportare oltre i fastidi.

Alla Regione Campania di accelerare  l’iter legislativo per l’approvazione di una legge regionale sui miasmi anche per dare risposte ai cittadini di una terra bellissima ma martoriata dalle problematiche ambientali; alla Regione Campania di valutare attentamente e correttamente il contenuto del protocollo di intesa stilato nel 2002 tra il Commissario di Governo per l’Emergenza rifiuti nella Regione Campania ed il Comune di Battipaglia.

Con esso, al punto 8, rubricato “Indirizzo per il trattamento dei rifiuti” veniva assunto l’impegno “anche attraverso  la realizzazione di impianti di compostaggio della frazione organica (da ubicare fuori del territorio del comune di Battipaglia) di ridurre considerevolmente i quantitativi di rifiuti da trattare nell’impianto CdR; e ciò a fine di prevenire il rischio di funzionamenti a regimi esasperati”, posto che all’attualità la situazione è notevolmente aggravata anche dalla presenza di ulteriori operatori, sia privati che pubblici.

Relazione del capogruppo di Con Cecilia Pino Bovi: “Il cattivo odore lamentato dai cittadini di Battipaglia e dell’intero territorio (non è che Eboli non subisca la puzza derivante dagli impianti di trattamento rifiuti, basta seguire sulla stampa anche se il gioco dei venti e soprattutto la minore presenza di spazzatura sul quel territorio mitigano l’effetto) è determinato, come specificato dal sindaco e dall’assessore, da una gestione che può e deve essere migliorata.

Ma la gravità del problema risiede anche, e forse soprattutto, nella grande concentrazione di impianti sul territorio. Ignorando bellamente la logica condivisa con la stipula tra comune e regione del protocollo d’intesa del 2002, sono stati autorizzati tanti, troppi impianti di trattamento rifiuti. E spesso senza riuscire probabilmente a tenere conto della somma della spazzatura trattata tra impianti a gestione pubblica e impianti di privati. Battipaglia, il territorio su cui non prevedere ulteriori impianti “perché ha già dato”, paradossalmente accoglie e tratta in percentuale più rifiuti di ogni altro distretto.

Con buona pace di chi si sforza di sottolineare e lavorare per la qualità dei suoi prodotti della filiera dell’agricoltura (quarta gamma, un fiore all’occhiello del territorio, in continua crescita) e della zootecnia o per l’eccellenza del settore lattiero-caseario.

Che fine fanno questi rifiuti?  Chi li tratta, e soprattutto: dove? I numeri che emergono vanno ben valutati e ben considerati nel disegnare una strategia per il ciclo dei rifiuti, per tanti motivi, anche se qui vogliamo considerare due aspetti, principalmente. Che sono poi strettamente correlati.

Dai dati ricavati dall’osservatorio rifiuti della regione Campania emerge che quasi il 10% di tutti i rifiuti che i comuni della Campania raccolgono, vengono inviati a Battipaglia (cifra destinata a crescere, alla luce dei progetti approvati e del trend ormai consolidato): infatti  i sei impianti privati di trattamento rifiuti e quello pubblico (messi insieme) ritirano qualcosa come 216.398 tonnellate di rifiuti all’anno.

Questo significa che Battipaglia, che ha il 4.6% degli abitanti della provincia di Salerno, riceve il 50% dei rifiuti raccolti in provincia. E anche che Battipaglia con i suoi 51.000 abitanti sui 5.870.000 della Campania (0.87%), riceve l’8.5% dei rifiuti della Campania (216.398 su 2.560.000 tonnellate all’anno). Considerata anche la quota che arriva ad Eboli a poche centinaia di metri dal confine di Battipaglia, la percentuale sale al 9%, destinata a lievitare ulteriormente quando gli impianti lavoreranno a regime. Questo spropositato arrivo di spazzatura a Battipaglia contribuisce decisamente a rendere l’ambiente assolutamente poco vivibile  per i residenti e per i turisti. Anche perché per il trasporto di detta spazzatura arrivano e transitano in città un numero elevatissimo di camion, sul cui numero saremo più precisi in successive comunicazioni.

A margine di questo si segnala che le provenienze (oltre che le tipologie) dei rifiuti trattati a Battipaglia sono quanto mai eterogenee; si va dall’abbigliamento all’umido, dalle batterie ai rifiuti di cucina, dal vetro agli pneumatici. E i luoghi di provenienza sono i più disparati: sversano a Battipaglia Cimitile e  Atena Lucana, Agerola e Baronissi,  Brusciano e Camerota, Caposele ma anche Gioi e Felitto, Nola e Oliveto, Ottaviano, Parete (CE) e Parolisi (AV). Il tutto mentre Battipaglia (come caso emblematico), in emergenza estiva, porta il suo umido a Giffoni ed in passato sino in Puglia e non ad Eboli (5 km il sito da Battipaglia), contribuendo ad aggiungere chilometri e dunque costi ed inquinamento, alla già critica situazione ambientale.

Pertanto la proposta è di ridurre il carico complessivo di rifiuti trattato su Battipaglia attraverso una più ragionevole distribuzione del trattamento di questo materiale sul territorio provinciale e regionale (questo anche in considerazione del protocollo comune-regione del 2002) e attraverso questo ridurre anche il carico inquinante attribuibile, in aggiunta, ai troppi mezzi di trasporto pesante che veicolano la spazzatura verso Battipaglia.  Rimodulare il conferimento dei rifiuti nei vari siti regionali, al fine di ridurre costi e inquinamento secondario ai chilometri “in più” e comunque certamente riducibili, alla luce dei dati attuali.

Dopo aver accolto tutti favorevolmente la proposta di istituire un tavolo permanente, la parola passa ai convenuti rispetto alla programmazione e alla progettualità di una serie di interventi da porre in atto, a breve termine, per far sì che la città di Battipaglia non viva più in una situazione insopportabile a causa dei miasmi.

“È giusto che ci siano tavoli come questo – esordisce il consigliere delegato Ecoambiente Pia Napoli -. Abbiamo ereditato una situazione gravosa rispetto allo Stir (oggi TMB) al momento abbiamo messo in atto una serie di interventi di manutenzione. Rinnovati i due vagli (il primo messo in funzione 15 giorni fa il secondo entrerà in funzione domani); da domani riprenderà anche il trasferimento al termovalorizzatore di Acerra delle ecoballe stoccate presso il nostro impianto.

Ci impegniamo a presentare un crono programma a questa amministrazione rispetto agli interventi di manutenzione. Stiamo ponendo rimedio a quanto evidenziato nel verbale dell’Arpac e siamo qui in totale spirito di collaborazione, entro quindici giorni sostituiremo anche lo scrubber che abbiamo già ordinato. Inoltre coinvolgeremo l’università per l’innovazione tecnologica del TMB”.  

“Ben vengano tavoli di concertazione come questo che permettano la condivisione degli interventi e il confronto continuo. Dobbiamo porre un maggiore controllo sul ciclo integrato dei rifiuti anche grazie al consiglio d’ambito e all’assemblea dei sindaci. Massima disponibilità dell’Ente di ambito di essere di supporto all’amministrazione comunale” dichiara Giovanni Coscia, presidente Ato Rifiuti Salerno.

“Abbiamo già pronta la progettazione per sostituire e ammodernare l’impianto di depurazione dei reflui industriali che risale a trent’anni fa – spiega il presidente C.G.S. in rappresentanza dell’A.S.I. – oltre a lavorare costantemente per risolvere il problema degli odori molesti degli impianti a monte”

L’Arpac ha, poi, posto l’attenzione sulla necessità di una stretta collaborazione tra Ente e strutture presenti sul territorio facendo notare, anche, una serie di dati che saranno resi noti nei prossimi giorni in merito ai sopralluoghi effettuati.

I partecipanti al tavolo si sono aggiornati a trenta giorni.

 

 

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