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Mezzi militari sequestrati a Salerno qual è la verità?

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Updated on 30 October 2020 11:56
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Sequestrati a Salerno mezzi militari diretti in Somalia. “Il Ministero della Difesa arma inconsapevolmente il terrorismo islamico”

Due mezzi militari italiani in disuso sono stati sequestrati lo scorso agosto nel porto di Salerno.

A rendere nota l’operazione frutto di una complessa indagine antiterroristica ancora in corso, è il direttore dell’ufficio interregionale delle Dogane per la Campania e la Calabria. Come anticipato dal quotidiano la Repubblica, le informazioni reperite sarebbero emerse nel corso di un’ audizione in commissione ecomafie.

“Il ministero della Difesa Italianahanno spiegato i funzionari delle doganenon sa che da tempo arma il terrorismo islamico”. La storia è infatti lunga e complessa.

Secondo quanto rivelato in sede di commissione dall’ ufficio interregionale delle dogane, alcuni anni fa il Ministero della Difesa decise di vendere all’asta alcuni mezzi militari forniti all’esercito italiano dalla società Fiat Iveco. Questi mezzi militari erano gli acm 80, venduti come mezzi di sussistenza a doppio uso, ovvero per il trasporto sia di uomini che di armi. Questi mezzi hanno delle caratteristiche particolari: la torretta per il fuciliere, luci oscurate, quattro ruote motrici adatte per il suolo somalo ed ivoriano e sono soprattutto particolarmente adatti al trasporto di tritolo per essere successivamente usati come autobombe.

Mezzi militari sequestrati a Salerno qual è la verità?
Mezzi militari sequestrati a Salerno qual è la verità?

Si sospetta, infatti, che le autobombe lanciate in uno degli attentati in Egitto dal gruppo Al-Shabaab, appartenessero a questi mezzi militari dismessi.

“Questi autoveicoli sono stati acquistati all’asta da una societàcome emerge da fonti vicine all’ufficio delle Dogane –ovviamente non collegata al terrorismo islamico, ma che è collegata ad altre società satelliti che rivendono i mezzi militari a sconosciuti cittadini somali che probabilmente a loro volta rivendono a gruppi terroristi islamici o coinvolti nella guerra civile somala.”

Quindi nel momento in cui il Ministero della Difesa ha deciso di vendere questi mezzi di trasporto, non si è reso conto di armare indirettamente il terrorismo islamico.

I risultati delle indagini avviate pochi mesi fa, che vedono coinvolte la città di Salerno insieme ad altre città portuali, hanno portato al sequestro di ben due autoveicoli dismessi acm 80, diretti in Somalia.

“Nel corso del 2014hanno inoltre spiegato i funzionari delle doganele destinazioni più frequenti dei rifiuti in relazione ad operazioni di esportazione si sono rivelate l’Egitto e il Marocco”.

Si tratterebbero quindi di traffici extraeuropei legati non solo a pezzi di veicoli e motori dismessi, ma anche di rifiuti.

I traffici nei paesi africani e mediorientali non sono, però, di certo recenti.

Ricorderemo tutti infatti la triste vicenda legata alla giornalista Ilaria Alpi, morta in Somalia il 20 marzo 1994.

Ilaria Alpi, insieme al collega Miran Hrovatin, fu uccisa a Mogadiscio mentre indagava su un traffico d’armi e di rifiuti tossici illegali in cui erano coinvolti l’esercito e il governo italiano.

I due giornalisti scoprirono un traffico di veleni, rifiuti tossici e prodotti radioattivi diretti nei paesi africani in cambio di tangenti ed armi scambiate con gruppi politici locali.

La triste vicenda dei coraggiosi giornalisti, ha portato in luce e in allarme una situazione complessa e intricata, che nonostante affondi in un passato remoto, continua purtroppo ad essere attuale.