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Mercato San Severino: assessore della Corte risponde alle accuse di Romano

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Updated on 27 November 2022 2:30
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L’assessore di Mercato San Severino, Erminio della Corte, ha respinto le accuse del candidato Romano circa la situazione urbanistica in città

A Mercato San Severino l’assessore Erminio della Corte ha respinto le parole e le argomentazioni del candidato Giovanni Romano circa alcune delibere della Giunta riguardanti modifiche delle Norme di Attuazioni del Piano Urbanistico Comunale. Secondo Romano tali decisioni sarebbero assunte in violazione delle vigenti norme urbanistiche. L’assessore ha negato tali affermazioni e in un comunicato ha chiarito che non ci sarà nessuna “colata di cemento”.

Il comunicato

Il Candidato sindaco Giovanni Romano dimentica, o vuole fingere di non ricordare, che la Giunta da lui stesso presieduta (nonostante le dimissioni del 24.6.2016), con delibera n. 154 aveva stabilito di “procedere, ai sensi della lettera c) art. 6 – Adeguamento dei Piani – del Regolamento Regionale n. 5/2011 e ss.mm.ii.. all’adeguamento mediante correzione di alcune incongruenze riscontrate e valutabili quali “errori materiali “ che non consentirebbero l’applicazione delle NTA, con consequenziale modifica alle tavole P: elaborati di progetto”. Provvedimento di analogo contenuto a quello adottato oggi, è stato adottato dal Commissario Straordinario con delibera n. 14/2017, con cui venivano corretti altri errori materiali riscontrati sulle schede del Piano Urbanistico, come rilevato anche dal gruppo di lavoro nominato sempre dalla Giunta Romano con delibera n. 32/2017.

Dal momento che, sia nella delibera del 2016, sia in quella del 2017, veniva ribadito il principio che analoghe situazioni sfuggite al gruppo di lavoro o alla struttura tecnica, oppure segnalate dalle parti, sarebbero state valutate con la stessa metodologia, la delibera di Giunta n. 72 del 1.4.2022 null’altro ha fatto se non, preso atto della presenza dell’errore materiale, di riportare tale principio nelle NTA, al fine di consentire ai proprietari l’esercizio dei diritti edificatori riconosciuti dallo spesso P.U.C. Non vi è stata nessuna modifica del Piano urbanistico, né di alcun parametro dallo stesso previsto.

Quindi, nessuna “devastante colata di cemento”, ma solo illazioni (le ennesime) sull’operato di un’amministrazione che troppo spesso si è vista costretta a dover intervenire per porre rimedi alle gravi carenze della gestione amministrativa di chi oggi cerca di stravolgere fatti e circostanze agevolmente riscontrabili in atti amministrativi esistenti.

Risanamento, sviluppo e salvaguardia del territorio sono stati i principi che hanno contraddistinto il nostro operato; il resto sono solo slogan elettoralistici.