Marina di Camerota dedica la “Festa del pescatore” alla sua bella Cala Bianca



di Annarita Cavaliere

 

È una mattina calda, dopo il tempo incerto degli scorsi giorni. Il mare è calmo, accogliente.

Il 15 settembre il comune di Camerota volge lo sguardo verso la sua bellezza naturale, Cala Bianca, la spiaggia più bella d’Italia 2013, vincitrice del concorso promosso da Legambiente. La Cooperativa Cilento Mare ospita amministrazione e cariche istituzionali per raggiungere la spiaggia, dove inaugurare la targa celebrativa “La più bella sei tu”, raffigurata su ceramica.

Il viaggio verso Cala Bianca è animato dal corpo musicale “Vincenzo Bellini” di Cesate, che tra “Ricciolina” e marcette varie, riempiono l’aria di melodia e anche il paesaggio appare con un volto nuovo. Si aggiungono man mano le canoe con a bordo amanti del mare che scelgono di gustare la tranquillità settembrina. Un’atmosfera festosa, a tratti felliniana (per via delle marcette), che porta tutti alla cerimonia dedicata a Cala Bianca.

Tra la gente emerge la fierezza dei pescatori, uomini che hanno messo se stessi in campo per tutelare e promuovere la bellezza del proprio territorio. La bellezza è il tema della giornata, perché «l’Italia è il paese della bellezza diffusa», come dichiara Sebastiano Venneri, Responsabile Nazionale Mare di Legambiente. Ciro Troccoli, consigliere con delega all’ambiente del comune di Camerota, apre la premiazione e, entusiasta, parla della volontà di valorizzare e promuovere i luoghi che i pescatori hanno preservato.

Soddisfatto ed emozionato il sindaco, Antonio Romano, per aver «dato corpo alla sua visione del territorio» lanciando la proposta di mettere in pratica delle politiche ecosostenibili, già messe in programma dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, come dichiara Amilcare Troiano, presidente Ente Parco Nazionale del Cilento: «Cala Bianca è la spiaggia più bella d’Italia e quindi anche del Mediterraneo. Il nostro obiettivo è un programma per un’economia ecosostenibile affiancato dall’approvazione di un regolamento. Per regolamento non intendo divieti assoluti, ma rispetto per l’ambiente in modo da dare a tutti la possibilità di godere questo territorio».

L’economia ecosostenibile è dunque il messaggio e la promessa tra amministrazioni e cittadini, per rilanciare un luogo tanto bello quanto sottovalutato, spesso e volentieri per una cattiva politica, perché «l’ambiente è la nostra fabbrica», come afferma l’avvocato Amilcare Troiano.

Il riconoscimento a Cala Bianca spinge Sebastiano Venneri a parlare di una bellezza che va oltre il luogo, ma che è fortemente presente nella comunità che lo abita.

La festa del pescatore continua la sera a partire dalle 20 e 15, con la benedizione e deposizione della corona floreale alla lapide dei pescatori, momento scandito dalla musica ben gradita e coinvolgente del corpo musicale “Vincenzo Bellini”, nell’esecuzione dell’Inno d’Italia e del Silenzio Militare.

Il tema Cala Bianca rimane centrale anche durante la manifestazione serale, facendo emergere in maniera più forte il ruolo essenziale dei pescatori per il territorio, custodi del sapere, delle tradizioni, dell’economia.

Durante la scorrevole fila per un gustoso piatto di spaghetti al tonno e pomodoro, CilentoTv proietta le immagini dei pescatori che raccontano la propria esperienza. Un mestiere “antico”, che ha sfamato con il pesce povero numerose famiglie. Il mare è per i pescatori la seconda casa, su cui costruiscono una vita, economica ed affettiva. Il pescatore è il vero promotore del territorio, e Cala Bianca è come una figlia per chi pesca rispettando l’ambiente. Il rispetto per l’ambiente, nel suo stato originario, è ciò che ha portato alla scoperta e riscoperta di Cala Bianca, che partecipa al concorso di Legambiente quasi per gioco, come dichiara in un’intervista Ciro Troccoli, scelta per il suo connubio di mare-natura-ambiente. Il mare che, insieme alle culture e alle tradizioni delle tre frazioni (Licusati, Camerota e Lentiscosa), dà forma ad uno dei più affascinanti comuni del Cilento.

Il pesce sta per essere calato nell’olio bollente, i profumi della dieta mediterranea circolano nell’aria, mentre il corpo di ballo del Touring Club spiazza il pubblico rievocando alcuni brani celebri dei Queen. La frittura di pesce è servita, la fila è lunga, ma si fa qualche “sacrificio” per assaporare il mare. Intanto Carlo Faiello intrattiene, quasi incanta. Violino e chitarra, una voce femminile che lo accompagna, rendendo la serata magica, dove l’elemento popolare è ricercato, messo in evidenza, valorizzato.

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