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L’ultima offensiva: il romanzo di Giovanni Melappioni

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Updated on 7 May 2021 0:13
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Writer ZON – Giovanni Melappioni trasforma la passione per la storia in un romanzo. In L’Ultima Offensiva  l’uomo resiste alla bolgia infernale della guerra

L'Ultima OffensivaL’Ultima Offensiva è un romanzo storico ambientato sull’altopiano delle Ardenne nel 1944, dove “l’inverno sembra non finire mai e il bianco della neve si tinge del rosso del sangue”. Le armate tedesche sono state respinte in Francia e, non ancora sconfitte, si oppongono all’avanzata degli Alleati preparando una nuova offensiva con una “ferocia inattesa”. Il romanzo descrive gli uomini “intrappolati nella barbarie della guerra” costretti a “conservare la volontà di riconoscersi ancora Uomini”, nonostante le uccisioni compiute. La domanda che infatti risuona nella mente del lettore è: “Come possono degli esseri umani divenire così alieni, nel freddo della morte, a tutto ciò che li circonda, a ciò che erano poco prima?”. In L’Ultima Offensiva l’uomo-soldato, di fronte ad un sole che “abbaglia eppure non scalda”, è alla ricerca di un significato della guerra e di un senso del suo essere lì. Nella guerra dell’ultima offensiva tedesca durante la seconda guerra mondiale ognuno è “parte attiva dello spettacolo della guerra”, le vittime e i carnefici, i coraggiosi e i codardi; tutti recitano un ruolo nella “bolgia infernale priva di pietà”, dove chi esita muore. Tra le pagine di L’Ultima Offensiva la responsabilità degli ufficiali, a cui i soldati affidano vite e speranze, rende “i gradi sulle spalle pesanti come travi d’acciaio”. Come si legge nel romanzo, in guerra “ogni azione lascia tracce profonde, indelebili e imprevedibili” e “non c’è nulla che possa far sembrare diversa la realtà di morte che circonda i soldati in uno scontro a fuoco”.

Al centro dell’opera, insomma, c’è l’uomo che “si adatta, si piega, a volte si spezza, ma molto spesso resiste agli orrori, perfino a quelli della guerra, aggrappandosi ai piccoli gesti di quotidianità, ai ricordi, al dolore e alla gioia”.

Vi invitiamo a leggere (cliccando qui) L’Ultima Offensiva promosso e distribuito da Scriptorama per scoprire quel “teatro dell’assurdo” e conoscerne tutti i protagonisti.

Giovanni MelappioniL’autore di L’Ultima Offensiva è Giovanni Melappioni, 34enne esperto in sicurezza, che attualmente lavora presso il ristorante di famiglia a Civitanova Marche, dove organizza ogni venerdì serate a tema, tra cui spicca il banchetto medievale. Giovanni è appassionato di storia fin da bambino, da quando il padre gli regalò dei soldatini. Crescendo la passione si trasforma in curiosità, voglia di sapere e di conoscere. Le sue parole in merito: “Volevo capire cosa si provava a essere soldati in guerra, come si combatteva fra i monti del Peloponneso, come ci si sentiva a marciare da legionario e quali sensazioni si provavano nel liberare il santo sepolcro o fare strage di infedeli. Ero curioso e lo sono anche oggi”. Iscritto all’Università di Bologna per seguire i corsi di Storia Medievale, Giovanni si definisce “uno storico di storia militare“, interessato all’aspetto militare delle vicende umane.

Il suo libro nasce da un racconto scritto di notte durante un turno di guardia, diventato poi il primo capitolo di L’Ultima Offensiva. Ecco come lo descrive per Zerottonove: “L’intera storia è anzitutto una sfida nei confronti dei romanzi più avventurosi nel settore, quelli che trattano la guerra da un punto di vista un po’ troppo hollywoodiano e finto. Ho cercato di mostrare quello che ho imparato da anni di studio, descrivendo in maniera accurata le dinamiche fisiche e psicologiche dell’uomo in un teatro di guerra“.

Alla nostra domanda: “Quanto, secondo te, conta la storia per la crescita culturale e per l’educazione dei giovani? Giovanni risponde che “La storia è curiosità, il latino rigore, la matematica elasticità, la fisica scoperta e così via”. “Non credo” – continua l’autore – “esista una materia fondamentale dello scibile umano, esse sono necessarie alla formazione dei giovani in egual misura. Alcune incideranno di più, a seconda delle scelte di vita e professionali, ma è l’insieme generale che forma la mente. La storia conta, al pari delle altre, per caratteristiche specifiche tutte sue. Un appassionato di storia matura automaticamente una spinta a volersi documentare, a trovare le fonti e – a volte senza successo – la verità dei fatti. Non credo sia necessario aggiungere quanto utile un simile atteggiamento diventa in un’epoca di informazioni velocissime, multiple e molto spesso discordanti e fuorvianti”.

Giovanni MelappioniNonostante il Medioevo sia sporcato di pregiudizi che forse non saranno mai del tutto annullati il suo terzo romanzo in lavorazione, è ambientato nel 1106. Il suo intento è infatti mostrare il Medioevo attraverso una storia che, si augura, risulti “affascinante quanto le saghe più mainstream del genere”.

Parlando di guerre ci dice che “C’è molta più ipocrisia nelle guerre di oggi. Non sono cambiati i presupposti per i quali si combatte, ma si ha la pretesa di mascherare le esigenze geopolitiche ed economiche per cui una nazione ha una politica aggressiva con le più assurde motivazioni, quali ad esempio il mantenere la pace. La domanda, per la quale non ho ancora una risposta precisa, è se questo sia dovuto all’accresciuta sensibilità dell’opinione pubblica o al suo istupidimento”.

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