“La Solidarietà” vicina alle popolazioni colpite dal terremoto

Due volontari dell’associazione di volontariato di Fisciano raccontano la loro esperienza sul campo

Solidarietà, sostegno e cura. Non si ferma la macchina dei soccorsi in favore delle zone colpite dal terremoto in Emilia Romagna. E tra le migliaia di volontari che partecipano in modo assiduo e costante alle operazioni di assistenza nei confronti di coloro che hanno vissuto la terribile esperienza del sisma del 20 e 29 maggio scorso, figuravano anche due dell’associazione di volontariato “La Solidarietà” di Fisciano.

Si tratta di Emanuele Carbone e Steve Azalin, che hanno prestato la loro opera di sostegno e aiuto umanitario nel campo base di Novi, in provincia di Modena. La loro permanenza sul posto è durata una settimana, durante la quale i due volontari sono entrati in contatto diretto con gran parte degli sfollati, costretti, in questa particolare fase di emergenza, a vivere nella tendopoli allestita appositamente per accogliere le persone che sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni.
Si sono occupati principalmente della gestione del servizio di magazzino alimentare e della somministrazione dei pasti alle oltre 450 persone sistemate nel campo base, la maggior parte dei quali di religione musulmana, compresi alcuni celiaci. Particolari questi, che hanno determinato alcune difficoltà nella scelta dei cibi, non sempre idonei per coloro che professano il credo musulmano e per i soggetti affetti da celiachia. Il servizio mensa è stato erogato con l’ausilio di carabinieri e vigili del fuoco, mentre i viveri provenivano da un centro di distribuzione situato a Modena.
Ciò che ha maggiormente colpito in questo tipo di esperienza è stata l’instaurazione di un rapporto di stima e fiducia che i volontari sono riusciti a trasmettere agli sfollati. I quali, trovandosi in condizioni di particolare disagio per la situazione che sono costretti a subire per causa di forza maggiore, hanno mostrato delle diffidenze iniziali, poi superate grazie a uno spiccato senso di solidarietà, che unito alla disponibilità e alla simpatia, hanno consentito il consolidamento di un legame affettivo tra le parti. Dai racconti dei volontari emerge una certa preoccupazione mostrata dai residenti locali in merito alla possibilità di poter ritornare nelle proprie abitazioni.

Una preoccupazione che diventa sfiducia, a tratti angosciosa, per coloro che hanno perso la casa, in quanto completamente distrutta dal terremoto. “Molte persone – racconta Carbone – pensano che l’opera di ricostruzione possa prolungarsi con tempi incalcolabili, rendendo intollerabile lo stato di disagio dovuto dall’emergenza. Altri credono addirittura di non riaverla più una propria casa”. Di contro c’è chi, a seguito delle verifiche di agibilità eseguite da esperti del settore, è riuscito a rimettere piede nella propria abitazione, dopo averla abbandonata per motivi di sicurezza. “Lunedì scorso – racconta ancora Carbone – 80 persone hanno lasciato la tendopoli per ritornare nelle proprie case. Purtroppo c’è una percentuale tra il 15% e 20% che al momento è rimasta senza dimora. Speriamo di cuore che per loro possa trovarsi al più presto un rimedio”. Carbone ha già vissuto un altro tipo di emergenza: quella del terremoto de L’Aquila nel 2009, riscontrando una differenza per quanto riguarda il colpo d’occhio. “A L’Aquila – spiega Carbone – abbiamo trovato più devastazione. In Emilia, invece, le strutture esterne sembrano apparentemente integre anche se danneggiate all’interno.

In questi casi ciò che maggiormente conta è il calore e l’affetto umano per consentire la ripresa sotto tutti i punti di vista”. Il presidente de “La Solidarietà”, Alfonso Sessa, ha lodato l’impegno dei volontari, sottolineando il lavoro in prima linea svolto dalla propria associazione di volontariato. “La Solidarietà”, infatti, nel recente passato ha eseguito interventi di soccorso e assistenza socio-sanitaria in diverse località colpite da catastrofi o disastri ambientali. Tra questi si ricordano quelli de L’Aquila, l’alluvione che nel 1998 colpì i Comuni di Sarno, Siano, Quindici e Bracigliano, il sisma di San Giuliano di Puglia, quello ad Assisi e altri numerosi interventi.
Da quest’anno, inoltre, “La Solidarietà” sarà presente per il servizio estivo in Costiera Amalfitana nei Comuni di Positano e Cetara. Il Presidente Sessa coglie, infatti, l’occasione per ringraziare, in particolar modo, il Comune di Cetara per l’ospitalità offerta al corpo volontario composto, in entrambe le postazioni, da un medico, un infermiere e un autista.
Anche l’assessore al bilancio del Comune di Fisciano, Franco Gioia, si è congratulato col presidente Sessa e coi volontari de “La Solidarietà”, per il tempismo e l’impegno col quale eseguono questi interventi socio-sanitari.