Italia – Costa Rica che tonfo, rialziamoci con l’Uruguay

L’Italia perde clamorosamente per 1-0 con la Costa Rica. Martedì il match decisivo con l’Uruguay per il passaggio del turno, due risultati su tre favoriscono gli Azzurri

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Dall’esaltazione post-Inghilterra alla batosta con la Costa Rica il passo è breve. Gli Azzurri, dopo un buon esordio, perdono per 1-0 contro i “Ticos” e rimandano il discorso qualificazione a martedì, nella difficile sfida con l’Uruguay. La Costa Rica, invece, da cenerentola del girone strappa meritatamente il pass per gli ottavi con 6 punti in due partite. 20 giugno fatale per l’Italia, come 4 anni fa, quando pareggiammo con la Nuova Zelanda.

Il clima? I cambi? La tattica? Impossibile attribuire le colpe ad un unico fattore ma un’analisi va fatta. L’Italia con l’Inghilterra aveva dimostrato una buona tenuta atletica, ha sofferto invece il clima di Recife, più per l’impostazione di gioco che per le temperature però. Quelle le subiscono tutte le squadre. L’Italia è stata imbrigliata dal pressing alto e dal fuorigioco (ben 11!) ma non ha sofferto, anzi, quel gran genio di Pirlo ha subito trovato la soluzione: verticalizzare di prima per Balotelli che ben due volte ha sciupato la palla del vantaggio. Poi il gol di Ruiz e sono venute a galla la lentezza di Thiago Motta, i limiti di Abate, le incertezze di Chiellini ed anche Buffon.

Facile col senno di poi dire che ha sbagliato Prandelli. Certo, qualcosa in più poteva essere fatta nell’undici iniziale, tipo non smontare la catena di destra che tanto bene ha fatto con l’Inghilterra, perdendo Darmian a destra e non dando sovrapposizione a Candreva (impalpabile ed inadeguato Abate), oppure non rischire Thiago Motta in virtù di un Verratti che ha piede, corsa e carattere. Già, il carattere, quello che è venuto meno nel secondo tempo quando l’Italia avrebbe dovuto ribaltare il match. Lenta e macchinosa, senza mordente, non ha beneficiato degli ingressi di Cassano, Insigne e Cerci alla fine. I tre non hanno dato quel cambio di passo che tutti si aspettavano e non si sono rivelati, almeno ieri, all’altezza della situazione. Ma tant’è, Prandelli, oltre l’acciaccato Rossi, non ha lasciato a casa nessun fenomeno.

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Non bisogna fare drammi, come non era necessario fare proclami prima. Semplicemente gli Azzurri scendono con i piedi a terra rendendosi conto dei propri evidenti limiti. Ed ora con l’Uruguay ci giochiamo tutto, niente di nuovo. L’Italia ci ha spesso abituato a questi vertiginosi dentro-fuori. Prandelli (speriamo), aldilà di calcoli e risultati,  saprà come tirar fuori le qualità ed il carattere dal gruppo.

L’appuntamento è per il 24 giugno!