Il rispetto delle convenzioni ASI: presupposto necessario per la partecipazione del Comune al Protocollo d’Intesa

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Il Comune di Battipaglia chiede di far parte degli Enti Coordinatori della Variante al Piano dell’Area Industriale ex Interporto. La posizione del Presidente dell’ASI

La sindaca Cecilia Francese, con una lettera al presidente della provincia Michele Strianese, ha chiesto la partecipazione del Comune di Battipaglia al Protocollo d’intesa per la realizzazione della Variante al Piano di Assetto dell’Area e del Nucleo Industriale di Battipaglia Ambito Interporto. Attualmente i soggetti unici del protocollo risultano essere: la Provincia di Salerno, in qualità di Ente Coordinatore, e il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Salerno. Lo stesso dicasi per gli specialisti che porranno in essere la menzionata variante entrambi dipendenti della provincia e dell’ASI. Lo scopo utile di tale accordo nasce dall’esigenza di porre in essere strategie d’azione miranti all’attuazione di interventi necessari alla realizzazione di nuovi insediamenti produttivi, alla riqualificazione e reindustrializzazione delle aree industriali con conseguente sviluppo economico e occupazionale del territorio.

Il presidente dell’ASI, Antonio Visconti, si esprime così sulla richiesta addotta dalla Sindaca Cecilia Francese: “Rispetto a questa proposta per noi la possibilità che il comune di Battipaglia acceda al protocollo è assolutamente legittima, non c’è alcuna chiusura da parte nostra. Resta il fatto però che l’Ente non è socio ASI, né tanto meno ha attuato le norme tecniche di insediamento in area industriale che invece tutti gli altri comuni hanno già fatto. Allo stato dell’arte persiste una situazione di diffusa illegittimità che risale al periodo in cui l’ASI fu “licenziata” dal comune di Battipaglia che volle recedere dal consorzio. E’ giusta quindi la partecipazione del comune ma c’è necessità che assuma un atteggiamento collaborativo. Questo vuol dire: attuare le norme tecniche e chiudere il protocollo d’intesa sugli insediamenti abusivi rilasciati. Solo partendo da questi presupposti si avrà certamente la possibilità di raggiungere un buon livello di condivisione sui progetti e sui programmi.”