“Il Giardino degli Aranci – Il Mondo di Nebbia” di Ilaria Pasqua

WRITER ZON Un libro originale e innovativo, con una trama invidiabile e una fantasia incredibile: sono questi gli ingredienti che rendono Il Mondo di Nebbia particolarmente intrigante

La storia di Aria, diciassettenne un po’ scontrosa e un po’ caotica, e dei suoi amici Henry e Will è ambientata in un mondo parallelo, un “Mondo di Nebbia” retto da Cinque Sacerdoti, personaggi ambigui che come burattinai sembrano tenere i fili della città.

La sensazione di “girare a vuoto” in un mondo in cui misteri e stranezze aleggiano sulla città, sogni oscuri ma soprattutto incubi che, come macigni, incombono sulle vite dei cittadini assumendo forme materiali. Aria stessa dirà: “Chissà in base a cosa i nostri incubi assumono una forma. Perché lui ha una lucertola tenebrosa e io quel coso strano? È un’ingiustizia!

Incubi che costringono quotidianamente i cittadini a recarsi nei punti di raccolta per scrollarseli di dosso, il ruolo che ha una curiosa donnina dirimpettaia di casa di Aria, la sensazione di vivere un’illusione, l’idea che dietro gli incubi si celino verità ormai sepolte, rendono il libro appassionante e coinvolgente.

Una storia velata dal mistero, un romanzo fantasy dove la suspense e l’intrigo sono legati da un filo sottilissimo che porta il lettore ad appassionarsi e a leggere tutto d’un fiato il volume. Questo è il mondo dove ci fa immergere Ilaria Pasqua, giovane scrittrice, che con uno stile appassionato e scorrevole, ha creato una trama fantastica e dei bei personaggi, punti forza del libro.

In attesa dell’uscita degli altri due volumi, soffermiamoci su ciò che la giovane autrice racconta di sé:

C’è un motivo particolare che ti ha spinta a scegliere il nome della protagonista? 

“Volevo un nome suggestivo e ampio, si doveva adattare a una ragazza che vuole di più di quello che ha, che cerca la libertà e che in un certo senso tende al cielo. Perciò Aria era perfetto per lei”.

Il Mondo di Nebbia

Cosa significa per te scrivere?

“Scrivere per me è innanzitutto una grande fonte di felicità. È un antistress incredibile, uno strumento per dare sfogo alla mia creatività, una cura, un sollievo, un modo per scavare in profondità, un posto sicuro in cui rifugiarmi. Insomma, una droga inebriante che mi è indispensabile per essere felice e stare bene. 

Ogni volta che inizio a scrivere una storia resto sempre stupita, le parole sembrano uscire come se mi fossero sempre appartenute, come se fossero sempre state lì. Continua ad apparirmi una sorta di magia, una magia tutta mia, e mi sento fortunata, grata. Scrivere è… tutto”.

C’è qualcuno o qualcosa che ti ha ispirata nello scrivere questo libro? 

“Ero in montagna, tre estati fa, e mentre camminavo accanto a un parco giochi deserto ho avuto l’immagine di Will, e l’idea degli incubi come pesi. Da lì si è messa in moto l’immaginazione, ho lavorato per dare forma all’idea che girava intorno a quell’immagine. Subito dopo sono nati Aria, Will e Henry, che sono cresciuti insieme a me durante la storia e continuano tutt’ora a farlo (sto lavorando sul terzo), alla fine sono quasi tre anni che mi fanno compagnia. In questo caso in particolare, dopo aver definito l’idea iniziale mi sono lasciata guidare da loro, c’era un punto preciso che volevo raggiungere ma non capivo quale fosse, e fino all’ultimo non mi è stato del tutto chiaro. Non posso dire che l’ispirazione sia nata da quel pomeriggio in montagna, ma piuttosto da qualcosa che si è scatenato dentro di me molto prima e che ha raggiunto il culmine in quel preciso momento”.

Quale consiglio daresti ai giovani che sognano di diventare scrittori?

“Impegno, costanza e un’infinità di pazienza. Scrivete tanto e leggete ancora di più. Lo so che sono classici consigli, ma è la pura verità. Non lasciatevi mai scoraggiare e soprattutto non smettete mai di credere in ciò che scrivete.

Non cedete agli editori a pagamento, esistono tanti editori che non chiedono contributi e che forse stanno aspettando proprio voi. Non c’è soddisfazione più grande di essere scelti per ciò che avete scritto e per nessun’altra ragione. Credetemi, anche se ci vorrà tempo ne varrà la pena”.

Quale messaggio vuoi trasmettere con questo libro?

“Non lasciarsi sopraffare dal dolore, qualunque esso sia. Chiudere gli occhi o fuggire non serve a nulla e, anche se ci vuole coraggio e forza di volontà, affrontare il problema è l’unica via possibile. Alla fine già accettare la vita così com’è, breve e instabile, rappresenta una scommessa. Quindi tanto vale mettercela tutta”.