Furry Tale, gli amici Disney scuoiati vivi



Furry Tale è la nuova campagna shock di Saint Hoax contro le pellicce. I nostri amici Disney scuoiati vivi in una favola pelosa contemporanea andata male

Furry Tale Gone Bad è l’esempio della fine che farebbero i personaggi più amati dei cartoni animati se dal loro mondo di fiaba fossero trasferiti in quello reale e crudele dell’industria della pelliccia. Una brutta fine, molto brutta come ci racconta questa campagna  di sensibilizzazione.

Furry Tale è una campagna di sensibilizzazione lanciata da Saint Hoax (Facebook, Twitter), egli non è nuovo a iniziative di questo tipo: già in passato, infatti, l’artista che ama autodefinirsi “POPlitico” ha realizzato varie creazioni per «riscrivere la storia in chiave pop servendosi di menzogne visuali». I risultati sono illustrazioni dei più importanti leader politici mondiali nelle vesti dei protagonisti cattivi delle fiabe nella serie dal titolo “PoliVillains”, dove non ha risparmiato proprio nessuno, o anche la serie Pincest Diares” per denunciare gli abusi sessuali sui minori. Tutto questo non sarà apprezzata dai cultori del purismo disneyano, ma non si può negare che la Furry Tale” risulti di grande impatto. Le immagine mostrano alcuni tra i ciccioli più celebri del mondo Disney: Simba, Bambi, Tippete, Lucky, Apu e anche Timon che cantava “hakuna matata”, per insegnarci fin da piccoli a vivere senza pensieri e noi, così abbiamo fatto, viviamo senza problemi, piuttosto, la più grande preoccupazione che ci poniamo in questo periodo è quale nuovo paio di scarpe di pelle o pelliccia indossare per natale.

Furry tale

Gli animali cosiddetti da pelliccia quali volpi, procioni, conigli, ma anche cani e gatti che in Cina non sono considerati “animali di affezione”, vengono allevati in condizioni indescrivibili: tenuti in gabbie dove possono a malapena rigirarsi, al vento freddo per favorire l’infoltimento del pelo e spesso impazziscono arrivando anche ad automutilarsi. Dopo aver sofferto a lungo vanno incontro ad una morte terribile. Per ottenere la pelliccia si usano due barre metalliche: una viene inserita nella bocca dell’animale, l’altra nell’ano. Poi le barre vengono collegate a una batteria per automobili. Le scariche elettriche paralizzano gli animali, ma non li uccidono. A questo punto vengono scuoiati vivi. Lo scopo è quello di mantenere il pelo più intatto possibile. Così in Cina vengono prodotte le pellicce che potrebbero adornare anche i giacconi acquistati in Italia. Questa è una pratica testimoniata dall’investigazione condotta nella regione dello Shandong dagli attivisti di Animal Equality che hanno filmato le condizioni di vita delle volpi e dei cani-procione negli allevamenti della zona.

La Furry Tale Gone Bad, ovvero “Fiabe pelose andate male” sceglie i personaggi più teneri dell’animazione Disneyl’artista li ha rappresentati sanguinanti e senza pelliccia, per evidenziare il destino degli animali uccisi in nome della moda, per sensibilizzarci e non trasformarci in Crudelia Demon, le scelte individuali possono diventare grandi, collettive ed epocali, l’importante è esserne consapevoli e muovere  una carica che superi i 101.

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