Home Prima Pagina Fuochi di artificio: il divieto di Canfora

Fuochi di artificio: il divieto di Canfora

0
Fuochi di artificio: il divieto di Canfora

Il sindaco Giuseppe Canfora ha firmato l’ordinanza che vieta l’accensione di fuochi di artificio e simili su tutto il territorio comunale. Il divieto vale per tutte le manifestazioni pubbliche e private, dopo l’episodio del Saretto

[ads2]

L’accensione di fuochi di artificio rappresenta una diffusa consuetudine per celebrare manifestazioni, anche di carattere privato, sia in area privata che pubblica, anche in orari notturni: ovviamente risulta essere un reiterato disturbo alla quiete pubblica. Infatti le attività pirotecniche sono causa di disagio e oggetto di lamentele da parte di molti cittadini, per l’uso spesso incontrollato di tali artifici e senza l’adozione delle minime precauzioni atte ad evitare pericoli e danni, diretti e indiretti, all’integrità fisica delle persone e degli animali e all’ambiente.

Un’ordinanza che sembra giungere a riparo dell’incendio collinare del Saretto. Rispetto all’incidente l’Amministrazione Comunale ha informato la cittadinanza che nessuna autorizzazione è stata rilasciata dall’Ente per lo svolgimento dei festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine. A tal proposito, il sindaco Giuseppe Canfora ha presentato un esposto contro ignoti al Commissariato di Polizia, affinché siano accertate eventuali responsabilità sulle cause che hanno provocato l’incendio boschivo verificatosi, presumibilmente, a seguito dell’accensione dei fuochi d’artificio durante il pellegrinaggio di giovedì sera.

Fuochi di artificio divietoI fuochi di artificio non disturbano solo le persone, ma provocano grandi danni anche a carico degli animali domestici, in quanto il fragore dei botti oltre che, generare una evidente reazione di spavento, li porta frequentemente a perdere l’orientamento, esponendoli così a rischio di smarrimento e d’investimento. L’utilizzo indiscriminato di fuochi di artificio da parte anche di personale non specialistico risulta essere deleterio per l’ambiente, soprattutto, nei periodi estivi, quando possono facilmente provocare incendi. Sussiste un pericolo oggettivo, derivante anche da quei prodotti per i quali è ammessa la vendita al pubblico, per questo il sindaco Canfora ha emanato il divieto di accensione di fuochi di artificio e simili (come lanterne cinesi), sia liberi che soggetti ad autorizzazione, su tutto il territorio comunale.

L’inosservanza delle disposizioni del presente provvedimento, è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria ai sensi dell’art. 7 bis del D.Lgs. n. 267/2000 (da € 25,00 a € 500,00), e laddove il fatto assuma rilevo penale, la denuncia all’autorità giudiziari.

L’ordinanza comunale dispone anche che l’uso di prodotti pirotecnici presenti sul mercato, sia consentito nel rispetto delle norme vigenti, solo in occasione delle feste patronali, previa autorizzazione dell’Autorità di Pubblica Sicurezza e comunicazione preventiva al Comune, sotto la tutela e l’autorizzazione del Commissariato di Ps, secondo le norme del Tulps.

Di oggi anche la notizia che il sindaco Giuseppe Canfora ha firmato al’ordinanza che vieta alla Gori Spa di procedere al distacco dei contatori idrici agli utenti “morosi” per tutto il periodo estivo per esigenze di protezione civile sul territorio comunale a seguito dell’eccezionale ondata di caldo. 

[ads2]

Previous article Gambiano crea a Palinuro un market della droga
Next article Filippelli dall’UNISA all’AIFA
Classe 1986, specializzata con lode in Storia dell'Arte Contemporanea [cattedra di Carla Subrizi, La Sapienza] con la tesi “Trouble Every Day: Tous Cannibales, la voracità da tabù ad arte, dall’arte alla società”. Da sempre interessata all’arte come alla scrittura, e alla comunicazione in genere, scrive di cultura, politica e attualità. Storica dell’Arte, esperta SEO e freelancer per vocazione, attualmente collabora anche con Artribune e Tiragraffi Magazine. Da marzo 2013 cura un personale blog sull’arte: ArtFriche Zone. “Soltanto quando il senso di associazione nella società non è più abbastanza forte da dare vita a concrete realtà, la stampa è in grado di creare quell’astrazione, il pubblico” (Dwight MacDonald).