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Esame d’Avvocato: tra riforma, business e follia

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Updated on 12 August 2022 22:01
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Esame d’Avvocato: business e follia. Un esame abilitante ricco di falle e stracolmo d’interessi, dalle case editrici e corsi di preparazione, alle trasferte in Spagna per aggirare le normative italiane sull’iscrizione all’albo.

L’esame d’avvocato 2013 sembra rientrare nelle proiezioni degli anni passati, dove migliaia sono i partecipanti, è presente un elevato tasso di ricorsi per la presunta mancata correzione degli elaborati, e degli scritti realizzati grazie alle più moderne tecnologie, gli smartphones. Le testimonianze di centinaia di concorsisti riferiscono, che in sede d’esame, l’utilizzo massivo di cellulari è quasi tollerato e la comunicazione con gli studi legali è doverosa per la corretta risoluzione dei casi giuridici proposti.

esame d'avvocatoTra i commissari e gli esaminati è concorde una sola opinione: è il mercato a decidere il futuro di un buon avvocato, non serve la semplice conoscenza mnemonica degli istituti giuridici, ma le public relations e il lavoro d’equipe tra professionisti restano la base del successo.
Ci si domanda allora: per quale motivo il tasso di bocciatura è così alto e i ricorsi così frequenti? A chi giova mantenere lo status quo e non liberalizzare la professione?

Un giro d’affari di milioni d’euro si muove alle spalle di tanti aspiranti avvocati: i praticanti sono manodopera professionale a costo zero, senza contratto alcuno, dove i deontologici corrispettivi sono troppo spesso un miraggio, tutto validamente giustificato perché il lavoro prestato è retribuito con la possibilità di carpire i trucchi del mestiere; la vendita di costosissimi codici specifici per l’esame; libri e corsi preparatori realizzati dagli stessi avvocati che non guardano assolutamente di buon occhio la liberalizzazione, la torta dovrebbe spartirsi in troppe fettine e il giro d’affari personale diminuirebbe, come se non bastasse già la crisi economica.

Dulcis in fundo, per evitare l’Esame di Stato, i sotterfugi legali finalizzati ad ottenere l’agognato titolo raggiungono i massimi storici. Dalla via spagnola a quella romena, molte aziende affiancate da noti giuristi, offrono strade alternative per divenire avvocati: omologare all’estero il proprio titolo di studi in uno Stato europeo dove l’iscrizione all’albo degli avvocati è subordinato al semplice possesso della laurea in giurisprudenza, integrare presso l’università estera i propri esami generalmente mediante una prova a risposta multipla; e grazie ai trattati europei che consentono la libera circolazione dei professionisti, iscriversi in Italia ad un albo specifico, quello degli avvocati “stabiliti”. Trascorso un triennio automaticamente si diventa legali italiani a tutti gli effetti. I costi non sono modici, dai 4.000 ai 6.000 € è il prezzo di queste procedure che spesso trovano ostacoli burocratici, tanto in Italia quanto nel paese prescelto per l’omologazione del titolo.

Esame d’Avvocato: la riforma del 2012. | Le novità in vigore dal 2015 riguarderanno molti aspetti di prim’ordine, introdotti dalla L. n.247/2012:

  • obbligo di motivazione: la commissione sarà obbligata ad annotare le osservazioni positive o negative di ciascun elaborato (art. 46 comma 5 L. n. 247/12);
  • in sede d’esame le prove scritte si svolgeranno con il solo ausilio dei testi di legge, saranno banditi codici commentati e/o con citazioni giurisprudenziali (art. 46 comma 7 L. n. 247/12);
  • compensazione non più consentita (né allo scritto, né all’orale): saranno giudicati idonei i candidati che otterranno un punteggio non inferiore a trenta punti per ciascuna materia (art. 46 comma 12 L. n. 247/12);
  • materie all’orale: saranno obbligatorie Diritto Civile, Procedura Civile, Penale e Procedura Penale e Deontologia forense +2 a scelta.

Esame d’Avvocato: le proposte dalla rete. | Sulla base dei risvolti economico-corporativi sopraesposti, ed alla luce delle recenti scelte normative, i giovani giuristi nostrani si sono riuniti in comitati on-line per promuovere delle vere riforme, a loro dire risolutorie, perché prive degli interessi di casta con cui vengono partorite le “innovazioni all’italiana”.

Dal blog Praticando il Diritto si legge “Linee guida di Riforma per i praticanti Avvocati“, che sfruttando la visibilità  delle petizioni on-line vuole sensibilizzare l’opinione pubblica e il legislatore. Tale documento propone di perseguire 2 strade per la formazione dei neo-laureati giuristi:

  • TIROCINIO/PRATICA PER 2 ANNI: Concorso nazionale (come da tempo si parla per gli specializzandi in medicina) che preveda un numero chiuso e una retribuzione. Il Tirocinio verrà svolto nelle cancellerie di tutti i tribunali d’Italia (vicino a cancellieri e magistrati per snellire l’iter).
  • L’ESAME DI AVVOCATO: L’esame non verrebbe cancellato, ma pensato per chi non voglia o non sia riuscito a superare il concorso/pratica. In questo caso, però, l’esame è pensato ante pratica, nel senso che solo al superamento dell’esame si predispone una pratica di 2 anni presso un avvocato e trascorso il tempo indicato, ottenere l’iscrizione IMMEDIATA all’albo degli avvocati.

Ad amplificare l’iniziativa è l’utilizzo del rivoluzionario strumento politico-partecipativo realizzato dal Movimento 5 Stelle, il fine ultimo è portare nei palazzi delle istituzioni un vento di cambiamento per la professione forense, senza sminuire gli aspetti formativi. In soldoni, il post dovrà ottenere alto gradimento dagli iscritti al M5S (certificati), condizione necessaria per essere discusso dai parlamentari pentastellati. QUI IL POST da votare, ospitato su MoVimento 5 Stelle.

Concludendo, è palese rilevare come lo scopo principe, su cui si basano le critiche fin’ora mosse, sia quello di riformare su base egualitaria la struttura dell’avvocatura italiana, perché oltre al mercato è il percorso formativo a premiare la professionalità di un giurista, al di là di ogni artifizio normativo.

RAI – Presa Diretta, Praticanti Avvocati:

FONTI:

Blog di settore: Praticando il Diritto

I dati statistici: Il Sole 24 Ore
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